Consiglio Regione Liguria: dibattito congiunto sui provvedimenti finanziari e di bilancio (1)

Il Palazzo di Regione Liguria in Piazza De Ferrari a Genova

Savona / Genova. Nel Consiglio regionale oggi Juri Michelucci (Pd) ha presentato la relazione di minoranza del gruppo.Secondo il consigliere il Documento di economia e finanza 2020/2022 «fornisce spunti utili per formulare un giudizio sull’attività amministrativa. La complessiva situazione dell’economia e della crescita della Liguria – quasi del tutto assente – non corre di pari passo con i toni trionfalistici con cui questi adempimenti di bilancio sono stati presentati. E neppure con il giudizio della Corte dei Conti che, nella parifica, ha espresso un giudizio severo su alcune questioni cogenti, prima fra tutte, la spesa sanitaria». «Le tabelle presentate nel Documento Economico di Programmazione regionale – ha aggiunto – sono impietose, evidenziano una situazione economica ligure di totale stagnazione se non recessiva». Il consigliere ha poi analizzato alcuni aspetti specifici: «Quali effetti concreti hanno prodotto i circa 14 milioni investiti del Fondo strategico regionale, visto che i dati economici dipingono una regione ferma e non competitiva come le altre realtà del nord Italia?». Michelucci ha criticato anche la politica sul trasporto pubblico rilevando che sul trasporto su gomma si prevede un taglio di 500 mila euro nella città metropolitana e, nel 2020, una riduzione di 1 milione sui rinnovi contrattuali dei dipendenti. «Il turismo – ha aggiunto – ha beneficiato in questi anni di una congiuntura favorevole non sostenuta da una vera politica di sviluppo e oggi i turisti vanno altrove mentre in Italia in media il turismo continua a crescere». Secondo Michelucci anche il settore agricolo mostra problematiche concrete: «Nel documento che la giunta ha presentato si sottolinea come il dato relativo all’abbandono del territorio abbia assunto dimensioni preoccupanti. Perché in 4 anni e mezzo non ha mai investito nel recupero dei terreni agricoli come la legge regionale sulla “Banca della terra” avrebbe consentito di fare?». Il consigliere ha rilevato, inoltre, che il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni sale e aumentano i giovani estromessi dai meccanismi dell’istruzione e della formazione: «Prima il sistema consentiva ai ragazzi di imparare un mestiere oggi i dati dell’abbandono scolastico e della non adesione a percorsi formativi dicono che i giovani stanno a casa e basta. Eppure di fronte a un allarme come quello che si evidenzia nel Defr, assistiamo ad investimenti ingenti nel Salone Orientamenti, mirati a trasformare in un evento passerella quello che dovrebbe essere un mezzo per rispondere concretamente al grido delle giovani generazioni».

Le maggiori critiche di Michelucci si sono concentrate sulla sanità: «Disavanzo conclamato, fughe in aumento in conseguenza di liste d’attesa infinite anche per esami salva vita, personale all’osso, assunzioni che non vengono avviate, posti letto insufficienti, ospedali e strutture fatiscenti, una provincia, quella della Spezia, abbandonata a se stessa senza un piano strategico e di emergenza, ospedali dati in mano ai privati su cui, peraltro, si è abbattuta l’impugnazione del TAR relativamente alle assegnazioni di Cairo e Albenga». Secondo il consigliere, «a fronte di maggiori introiti dovuti all’aumento del Fondo sanitario nazionale, delle tasse regionali, dei tagli al personale e su alcuni servizi in appalto, è raddoppiato il numero dei liguri che vanno a farsi curare fuori regione e il debito non è dimezzato. Per i prossimi tre anni – ha aggiunto – si prevedono 71 milioni di fughe all’anno, e siamo già passati dai 34 milioni del 2017 ai 53 del 2018. Noi proponiamo – ha dichiarato – la costituzione di un fondo per agevolazioni rivolte alle famiglie meno abbienti che consenta di sgravare il superticket sulla base del reddito con un’operazione strutturale e ha concluso la relazione polemizzando sulla sede della giunta: «Si spende un altro milione e mezzo per la sede di Piazza De Ferrari, che grava con un mutuo pesantissimo sui liguri».

Nel dibattito generale sono poi intervenuti numerosi consiglieri. Gianni Pastorino (Rete a sinistra&liberaMENTE Liguria) ha dichiarato: «Dal bilancio appare il fallimento della giunta, lo slogan il vento è cambiato si trova, in realtà, in una tempesta». Il consigliere ha illustrato nel dettaglio gli aspetti negativi dell’amministrazione: l’incremento della disoccupazione e la fuga dei giovani che cercano «emancipazione economica in altre regioni e all’estero» e ha citato la crisi di Ericsson e Bombardier. Pastorino ha rilevato, inoltre, le carenze della sanità, i costi sostenuti da ALiSa e la perdita di 1700 operatori sanitari negli ultimi 4 anni. «E’ mancata all’inizio della legislatura una programmazione nei diversi settori di competenza e mentre altre regioni vanno avanti e crescono la Liguria no, a questo si aggiungono altri aspetti di profonda preoccupazione relativamente al turismo dove non c’è stato un ragionamento per prefigurare infrastrutture per accogliere i turisti».

Sergio Rossetti (Pd) ha ricordato le riserve avanzate dalla Corte dei Conti sul bilancio regionale manifestando preoccupazioni sull’indebitamento e sulle giacenze straordinarie. «Faccio notare – ha aggiunto – che la Corte dei conti ritiene insufficiente il fondo per i contenziosi e imputa una difficoltà di studio e di approfondimenti in alcuni aspetti che potrebbe pregiudicare l’andamento dell’ente». Secondo il consigliere «il risparmio richiederebbe non una politica di rinvio e attesa e correggo Toti che dice sul bilancio va tutto bene ma non è così». Nel dettaglio Rossetti ha citato i dati relativi al disavanzo in campo sanitario e l’incremento delle fughe sanitarie fuori regione: «La fuga determina uno spostamento di competenze e di pil in un’altra regione, la fuga quindi non è solo una perdita economica ma assoluta». Il consigliere ha annunciato la presentazione di alcuni emendamenti.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha esordito: «Più che una manovra di assestamento direi che si tratta di uno sconvolgimento perché non si pone rimedio ad una deriva mentre la Corte dei conti solleva le criticità sulla gestione di debiti e crediti. Restiamo, dunque, perplessi, su vari punti. C’è un alto numero di società partecipate dalla Regione di cui non si capisce lo scopo e abbiamo evidenziato più volte il fatto che la giunta ricorra al debito». A questo proposito il consigliere ha ricordato il piano di alienazione di Arte per coprire il disavanzo sanitario che – ha detto – non è riuscito: «La gestione Toti non ha trovato soluzioni concrete». Critiche sono state espresse anche sull’operato di ALiSa definita «un carrozzone». Fra l’altro, De Ferrari ha criticato la comunicazione della giunta: «Troppo facile la propaganda sui treni velocetti e sui tappeti verdi mentre la giunta avrebbe dovuto puntare sulla bellezza della Liguria».

Francesco Battistini (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha accusato la mancanza di «un’analisi sulle criticità del territorio e di un piano di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione, la città di Genova si sta spopolando e le nuove generazioni guardano altrove mentre il commercio è in crisi profonda». Le critiche maggiori hanno riguardato la gestione dei flussi turistici e l’assenza di un piano di emergenza nelle 5Terre: «Siamo di fronte ad un bivio fra lo sfruttamento o la messa a sistema e la giunta ha scelto, purtroppo, lo sfruttamento, adottando sulle diverse criticità soluzioni semplicistiche invece di puntare su un piano organico sulla protezione civile e la sicurezza del territorio». Forti critiche sono state espresse, infine, sulla gestione del sistema sanitario e, in particolare, sui ritardi nella realizzazione dell’ospedale Felettino..

Giovanni Lunardon (Pd) ha chiuso gli interventi della seduta del mattino. «È tempo di bilanci e volevo contribuire a fare una sorta di operazione verità, quindi è opportuno partire dalla tabella inserita nel Documento di economia e finanza 2019, cioè l’ennesimo annus horribilis. Siamo in recessione e il Documento ritocca al ribasso le previsioni della sessione di bilancio di dicembre» e ha citato, fra gli aspetti negativi, il calo degli investimenti fissi lordi e il calo del valore aggiunto di agricoltura, servizi e industria, «mentre aumenta il tasso di disoccupazione quindi questo è un anno di recessione e, da qui al 2022, si passa dalla recessione alla stagnazione dei prossimi anni perché, attraverso questo documento, la giunta dichiara che l’oscillazione del modello Toti è fra recessione e stagnazione». Lunardon ha rilevato, fra gli altri, il calo dell’occupazione e quello delle preesenze turistiche dei primi cinque mesi del 2019.

Vedi Consiglio Regione Liguria: dibattito congiunto sui provvedimenti finanziari e di bilancio (2)