Coop Alleanza 3.0 e sindacati: intesa su gestione franchising e piano di dismissione

Sviluppi negoziali tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e la direzione di Coop Allenza 3.0 nell’ambito del confronto sulla realizzazione del piano industriale 2018/2021 annunciato nei mesi scorsi dalla più grande cooperativa d’Europa presente in Italia con 427 punti vendita e 22mila dipendenti in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Sicilia, e, tramite società controllate, anche in Trentino, Lazio e Campania.
Le parti hanno siglato a Bologna due significative intese sulla gestione del progetto franchising – componente importante della distribuzione commerciale in Italia che rappresenta il 23% delle vendite lorde e il 55% dei punti vendita – e sul piano di dismissione 2018 dei negozi connotati da un andamento critico e irrecuperabile.

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La prima intesa contempla le linee guida a cui fare riferimento nella realizzazione del franchising; il progetto prevede la costituzione di contratti sia di Master Franchising, da sviluppare nelle Regioni del Sud d’Italia con operatori di dimensioni rilevanti, ~che del Franchising Classico, da implementare nelle Regioni del Centro Nord, in particolare nei territori a più bassa densità di rete diretta di Veneto, Abruzzo e Marche. Caposaldo dell’accordo l’integrale applicazione da parte del franchisee, del Master franchisee – e/o di suoi affiliati – della contrattazione nazionale del terziario stipulata dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; inoltre, l’intesa riserva molta un’attenzione particolare ~al rispetto delle normative vigenti in materia di lavoro ed al confronto periodico – a cadenza almeno semestrale – anche a livello territoriale/regionale finalizzato al monitoraggio dell’andamento del franchising e degli eventuali impatti sulla rete tradizionale giocati dai franchisees, anche con riferimento alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

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Sempre secondo le previsioni dell’intesa, il progetto di Master Franchising non riguarderà la rete a gestione diretta di Coop Alleanza 3.0 in Puglia e in Basilicata e, pertanto, i negozi non saranno ceduti a terzi; al fine di preservare la continuità occupazione della rete vendita diretta pugliese, si è, inoltre, pattuito di prorogare l’intesa raggiunta in sede ministeriale nel 2015 relativa alla sospensione di alcuni istituti economici previsti dal contratto integrativo aziendale. Le parti, consapevoli del fatto che la Cooperativa non potrà difendere e potenziare la sua struttura di vendita presente nel Mezzogiorno solo ed unicamente per mezzo della calmierazione del costo del lavoro, hanno anche stabilito che Coop Alleanza 3.0 dovrà dotarsi di un piano di rilancio per le suddette regioni.

L’intesa sul piano di dismissione 2018, che complessivamente riguarderà 14 chiusure, prevede garanzie di continuità occupazionale per i lavoratori coinvolti dalla cessazione dei punti vendita, il confronto finalizzato alla definizione di intese per il recupero occupazionale ed il rinvio ad intese temporanee presso i punti vendita che dovranno accogliere i lavoratori provenienti dai negozi che saranno chiusi.

Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice «le intese sottoscritte con Coop Allenza 3.0 rappresentano un avanzamento importante che fa crescere il livello di partecipazione nell’ambito della strategia di impresa e concretizzano i primi risultati negoziali raggiunti nell’ambito di un confronto inaugurato all’indomani della presentazione dei dati del bilancio consuntivo 2017 della Cooperativa certamente non esaltanti». «Ciò che è stato condiviso sullo sviluppo del franchising costituisce una intesa che non ha eguali nell’ambito della grande distribuzione organizzata. Monitorare l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro applicati dai franchisees ed anche gli andamenti delle vendite di questi ultimi rappresentano un risultato significativo ed impegnativo» ha aggiunto il sindacalista.

«L’intesa riguardante il piano di dismissioni per l’anno in corso, oltre ad introdurre un termine temporale di preavviso in caso di cessione dei punti vendita maggiore rispetto ai 25 giorni previsti dalla legge 428 del ’90, ha l’indubbio merito di stabilire in maniera univoca e stringente che tale piano di razionalizzazione non avrà ricadute negative sui livelli occupazionali, prevedendo, in buona sostanza, che detto processo dovrà concludersi a saldo occupazionale invariato» ha concluso il sindacalista.

Positivo anche il commento del segretario generale della categoria cislina Davide Guarini. «Ci sembra di aver raggiunto un livello relazionale maturo e rispondente al livello delle sfide di una delle maggiori imprese italiane in termini di presenza commerciale e di occupati, che si trova ad affrontare una fase congiunturale certamente complicata» ha dichiarato. «Le intese sottoscritte con Coop Allenza 3.0 ~- ha aggiunto – vanno a dimostrare che le imprese che si trovano ad affrontare progetti di ristrutturazione e riorganizzazione, se sono capaci di valorizzare il ruolo responsabile e proattivo delle organizzazioni sindacali, sono nella condizione di disporre di una strumentazione efficace e condivisa per dare risposte ad una situazione competitiva in continua evoluzione». «Ricercare la condivisione in tali processi – ha concluso Guarini – non è solo utile, ma necessario».

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1 Commento

  1. Io da consumatore vedo tutto altro.Negozi 3.0 in periferia gestiti male con poca merce lavoratori con il muso fin per terra,turni che anno fatto chiedere a molti una riduzione di orario.Sicuramente la Nord Est non ha fatto un affare nella fusione.Gli addetti non hanno ancora un contratto rinnovato,i livelli sono fermi e la testa non si confronta con la coda.Si sentono troppo sicuri,manca un confronto con operai che fanno lo stesso lavoro da 20 anni.Chiud dicendo che questa e’una finta cooperativa

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