Sicurezza, Rixi: “No alle soppressioni degli uffici di polizia in Liguria, terra di frontiera”

«Il progetto avanzato dal ministero degli Interni sulla soppressione di 20 Edoardo Rixi 1G00uffici territoriali non può chiamarsi “razionalizzazione”, ma meglio “scelta irrazionale” vista la situazione in cui versa la pubblica sicurezza nella nostra regione» dice Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, che annuncia iniziative in Regione contro i tagli e il declassamento di alcuni presidi della Polizia di Stato in Liguria.

«Secondo fonti sindacali – dice Rixi – si prospetterebbe, nei prossimi mesi, la soppressione dei posti di Polizia ferroviaria a Chiavari e a Ronco Scrivia, della squadra nautica di Genova oltre ché il declassamento delle sottosezioni di polizia ferroviaria di Genova Brignole e di Sampierdarena, tutti presidi indispensabili per la sicurezza pubblica e dei viaggiatori che transitano in stazioni in quartieri ad alto rischio, vista la presenza di sbandati e di extracomunitari che, secondo l’ultimo Rapporto Sicurezza della Regione, sono per il 60% autori dei reati commessi nel capoluogo ligure. Dai dati divulgati a inizio anno dalla Corte d’appello di Genova, sotto la Lanterna, nel 2013, sono aumentati del 18% i furti negli appartamenti, 130 le rapine avvenute in più rispetto al 2012 e 17 omicidi volontari in più. Non solo Genova però sarebbe gravemente penalizzata dai tagli decisi dal governo. Rischiano la chiusura 5 uffici alla Spezia, altrettanti a Imperia e ben 7 a Savona».

«Vorrei ricordare che alla Spezia nell’ultimo anno si è registrato un vero e proprio record, a livello regionale, di crescita di furti negli appartamenti, quei reati per cui anche la presenza, garantita solo dai presidi distribuiti sul territorio, può svolgere un valido deterrente. Non è di certo con i tagli che si rendono le nostre città più vivibili, le nostre periferie più sicure, le nostre province, specie quelle di frontiera come nel caso di Imperia – tristemente nota anche come crocevia di infiltrazioni di clan ‘ndranghetisti – che si assicura la legalità ai cittadini onesti e alle imprese che nel rispetto delle regole svolgono già a fatica la propria attività. Gli agenti di polizia – conclude Rixi – devono essere supportati nel loro difficile lavoro quotidiano e non lasciati sempre più soli da uno Stato centralizzato che opera tagli sulla carta, dimostrando assoluta insensibilità verso i reali bisogni dei territori e lontananza verso la richiesta, sempre più inascoltata, di una pacifica convivenza sociale già messa a serio rischio dal dilagare del disagio economico ai limiti della povertà per molte fasce di cittadini».