Visita ministro Di Maio a Piaggio Aerospace e Bombardier: le polemiche

Savona / Genova. Sui risultati degli incontri del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che venerdì a Villanova d’Albenga e Vado Ligure ha visitato gli stabilimenti Piaggio Aerospace e Bombardier discutendo della crisi e del futuro possibile delle aziende, non sono mancate polemiche, intrecciate alle campagne elettorali per le Amministrative ed Europee del prossimo 26 maggio. Un’occasione “istituzionale” persa, hanno detto i presidenti di Regione e Provincia lamentando di non essere stati convocati per un confronto durante le visite a Piaggio Aerospace e Bombardier: “caro Ministro – ha ironizzato Toti sulla sua pagina Facebook – mentre cerca qualche voto per il suo Movimento politico, già che è venuto in Liguria, cerchi anche di risolvere qualche problema tra i molti che il territorio le ha sottoposto”.

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Il capogruppo Pd in Regione Liguria Giovanni Lunardon, il quale nei giorni scorsi aveva accusato il ministro Di Maio che gli incontri sarebbero stati “solo una passerella elettorale”, non ha abbassato il tiro: “Parole, parole e soltanto parole”, ha dichiarato, la “visita agli stabilimenti di Piaggio e Bombardier, non ha portato, come temevamo, alcun impegno concreto del Governo per il futuro di queste aziende, limitandosi a ribadire le solite promesse. Da lui ci saremmo aspettati almeno una data certa per la convocazione delle commissioni Difesa di Camera e Senato per deliberare la certificazione del drone e l’acquisto dei sistemi P1hh e, quantomeno, i contratti firmati per i nuovi e i vecchi P180 e per i motori. Ma nulla di tutto questo è avvenuto. Sono settimane che il Governo può procedere con gli ordinativi eppure non è ancora stato convocato il Consiglio di stato maggiore della Difesa che deve avallarlo”. Il ministro Di Maio, prosegue Lunardon, “non ha speso una sola parola per sbloccare l’assegnazione e l’erogazione dei 20 milioni di euro dei bandi per l’Area di crisi complessa del savonese” e le “uniche note positive” emerse dalle visite agli stabilimenti di Villanova d’Albenga e Vado Ligure sono state “l’annuncio, da parte del Commissario Nicastro, delle 26 offerte di acquisto di Piaggio nella sua interezza (e ci auguriamo che almeno questa promessa di Di Maio di lavorare per l’integrità dell’azienda valga qualcosa) e la data del 6 giugno per l’incontro al Mise su Bombardier. Per il resto nulla. Ancora una volta promesse su promesse. Fatti mai”.

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luca pastorino deputato di liberi e uguali

Critiche anche da parte del deputato Luca Pastorino (èViva-La Sinistra): “Il ministro Di Maio era atteso dai lavoratori di Piaggio Aerospace e di Laer per sapere quando partono i contratti per la flotta di velivoli P180. Non chiedevano altro. Doveva fare questa cosa molto semplice e non lo ha fatto. Ed è grave perché elude le attese di dipendenti e delle Rsu” sostiene Pastorino: “Vogliamo delle risposte precise oppure ci saranno nuovi cambi di idee tra Di Maio e la ministra Trenta, come è già accaduto? Quindi, ripeto: il vicepresidente del Consiglio dica quando partono quei contratti, senza ulteriori tatticismi”. Secondo il segretario di presidenza alla Camera per Liberi e Uguali “le passeggiate elettorali di Di Maio in Liguria non sono certo un fatto nuovo e anche su Piaggio Aerospace c’è stata tanta propaganda che ha generato confusione tra i vari ministri. Eppure la richiesta dei sindacati è semplice: fornire garanzie sulla parte di produzione che si diceva di voler salvaguardare, quella della flotta P180”. (effe)

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