Kronostagione, intenso finale col Teatro del Piccione

di Alfredo SgarlatoAlbenga. Si chiude la Kronostagione con “Piccoli eroi … ai figli partiti”, produzione di Teatro del Piccione, scritto e interpretato da Simona Gambaro, regia di Antonio Tancredi, costumi di Francesca Marsella, scene di Simona Panella, luci e suoni di Cosimo Francavilla. Lo Spazio Bruno è organizzato diversamente dal solito: gli spalti circondano la scena a ferro di cavallo. La scenografia è più ricca: una serie di frasche contornano lo spazio narrativo, una cucina con tavolo, sedie e credenza.

Una donna invita sette spettatori a sedersi e parla con loro. L’attrice e autrice interpreterà tre personaggi: una donna anziana, e due giovani, che scopriremo essere legate tra loro. La prima racconta dei sette figli partiti per fuggire dalla miseria, ognuno ha un nome in una lingua diversa, il più piccolo è soprannominato Pollicino; la seconda invita gli ospiti a scappare dall’orco; la terza aspetta un figlio,se sarà femmina si chiamerà Nadia, speranza.

Nel testo si fondono mirabilmente il mondo della favola e la più cruda realtà, narrata però senza inutili eccessi. Si parla di fame, di donne abusate, di fuga da realtà orribili in cui non si vorrebbe mai crescesse un figlio, ma si apre alla speranza del bene, ovvero la condivisione dell’acqua, del cibo, della tavola (coincidenza vuole che mentre assistiamo a questo spettacolo vicino a noi ce n’è un altro di un politicante che, lui sì vivendo nel mondo delle favole, nega queste realtà). Nel monologo trova anche posto una breve divagazione sull’anima e il senso delle cose, a dimostrare che i grandi temi non sono fuori moda, ma a teatro si possono ancora affrontare.

L’interpretazione di Simona Gambaro è intensa, coinvolge fortemente il pubblico. I tre personaggi hanno accenti diversi, slavo la seconda, spagnolo la terza, l’attrice mette in scena tre donne ma vuole rappresentarle tutte, ed è davvero brava nel calarsi in tre personaggi molto diversi, con veloci cambi d’abito. Uno spettacolo molto riuscito, che il pubblico ringrazia con un lungo applauso, ricambiato dai ringraziamenti della compagnia genovese. Un valido finale per una stagione teatrale che ha avuto un buon livello con punte d’eccellenza. Il futuro non è scritto, ma aspettiamo fiduciosi la prossima Kronostagione.

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