Albenga, ultimo Consiglio comunale amministrazione Cangiano; Fi e Lega: “un mandato di scelte sbagliate e problemi irrisolti”

(effe) Albenga. Si è tenuto ieri sera – giovedì 18 aprile – l’ultimo Consiglio comunale dell’amministrazione Cangiano, la quale ha approvato i due punti all’ordine del giorno, ovvero la “Variazione al bilancio di previsione 2019/2021” decisa dalla giunta nella seduta dell’8 aprile e il “Rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario del 2018”.

Il sindaco Giorgio Cangiano già nei giorni scorsi ha tirato le somme sostanzialmente positive della sua esperienza amministrativa: “Io penso che essere riusciti a intervenire sulle problematiche di bilancio, ridurre il debito del Comune di 13 milioni e 529 mila euro, fare in contemporanea molti lavori per la città senza aumentare le tasse sia motivo di orgoglio”; “ci sono ancora molti problemi da risolvere”, ha dichiarato illustrando il suo Bilancio di fine mandato, ma “io sono certo che consegnerò al prossimo Sindaco, chiunque esso sia, una città con una situazione nettamente migliorata sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista manutentivo, sia da un punto di vista delle prospettive che ci sono; basti solo dire che la nuova amministrazione si troverà un importo di 725 mila euro già pronti per essere spesi nelle scelte che vuole fare, mentre io quando ho iniziato non avevo neppure i soldi per cambiare le lampadine”.

Di segno opposto la valutazione dei consiglieri di minoranza Eraldo Ciangherotti (capogruppo Forza Italia), Cristina Porro (capogruppo Lega) e Ginetta Perrone (FI): con l’ultimo Consiglio comunale – dichiarano in una nota congiunta – “finalmente cala il sipario su un’amministrazione di sinistra anonima e inefficace, un mandato di scelte sbagliate e problemi irrisolti”. Secondo i consiglieri di minoranza di Fi e Lega “è un bilancio politicamente rovinoso quello di questa legislatura targata Pd, a farne le spese, in primis, sono stati gli albenganesi, con 800 mila euro di avanzo di amministrazione disponibile nelle casse del Comune di Albenga, ma purtroppo non utilizzato per via dell’inerzia di assessori e consiglieri dimostratisi incapaci di gestire la cosa pubblica. L’elenco dei fallimenti e delle macchie di questa amministrazione è purtroppo lungo: il Grigliatore in via Che Guevara a pochi passi dal mare, il Puc ancora non approvato con buona pace dello sviluppo della città, l’accertamento massivo della Tari alle partite Iva che ha tagliato le gambe ai professionisti, il contratto Sat costato un milione di euro in più ai cittadini, la precaria sicurezza con microcriminalità, furti e delinquenza giorno e notte nelle vie della Città”. “Sono solo alcuni dei disastri del PD al governo di Albenga. Scelte di cui dovranno assumersi la responsabilità di fronte agli elettori. Possono provare a cambiare nome, simboli, e fare finta di essere civici per ingannare i cittadini, ma gli albenganesi non ci cascano: dopo cinque anni di declino, non c’è bisogno di continuità. Ad Albenga serve il cambiamento” concludono Ciangherotti, Porro e Perrone.

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