Giusto, quinta tappa sul cammino di San Martino

di Claudio Almanzi – Albenga / Murska Sobota.“Oggi finalmente c’è il sole”- ha esordito un raggiante Sergio Giusto– interpellato subito dopo l’inizio della quinta tappa che l’artista albenganese ha intrapreso sulla Via di San Martino. “Sto dirigendomi verso Murska Sobota- ci ha detto- Anche oggi cercherò di percorrere una trentina di chilometri. Mi attendono lunghi tratti di strada asfaltata fino a Gradisce, mentre nei giorni scorsi ho camminato quasi sempre sullo sterrato, in mezzo alla campagna e nei boschi, attraversando piccoli ed incantevoli borghi. Oggi invece il percorso sarà più monotono: ci sono rettilinei lunghissimi, che non finiscono mai”.

Ieri Giusto era partito da Kercaszor in Ungheria, ha passato il confine con la Slovenia ed è arrivato a Dobrovnik: “ Ho passato il confine ed ho avuto pioggia per tutta la mattinata. La giornata è sempre stata nuvolosa. Praticamente non ho incontrato nessuno per chilometri e chilometri: ad un certo punto mi sono messo addirittura a parlare con delle galline. È però stata lo stesso una giornata davvero speciale perché ho attraversato dei luoghi bellissimi, quasi metafisici, dei piccoli borghi che sembravano incantati come Proseniakkovic, Sredisce, Pordisinci, Emotuatieyeci e Kobilje, dove c’è una deliziosa chiesetta dedicata proprio a San Martino”.

San Martino, simbolo della condivisione, è uno dei santi più popolari in Europa centrale con migliaia di monumenti a lui dedicati, ma anche con un patrimonio culturale intangibile di feste e leggende che consente di mantenere viva la sua memoria. A lui è dedicata la via che Giusto sta percorrendo, che è una delle European Cultural Route. Albenga è una delle città che partecipano al progetto dedicato al Santo e che sono motivate a far rivivere, attualizzandola, questa eredità culturale e a promuovere i valori comuni di solidarietà ed ospitalità legati a San Martino. Un progetto che mira a promuovere anche servizi di volontariato nell’ambito della preservazione e trasmissione del patrimonio culturale tangibile ed intangibile, il “riutilizzo” dell’eredità culturale attraverso l’industria creativa e culturale, un’offerta turistica sostenibile che valorizzi il territorio. E questa bella impresa di Sergio ne è un forte e virtuoso esempio.

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