Vigilanza privata, in sciopero per il nuovo contratto gli addetti ai siti aeroportuali e al servizio di accesso ai varchi

Roma. Incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro del 25 marzo gli addetti ai servizi di vigilanza privata nei siti aeroportuali compreso il personale addetto al servizio di accesso ai varchi. La mobilitazione, indetta lo scorso gennaio dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, segue lo sciopero del 1 e il 2 febbraio quando migliaia di lavoratori hanno partecipato in massa alle manifestazioni promosse a Milano e Napoli.

Alla base della protesta la inattesa chiusura al tavolo di trattativa delle associazioni imprenditoriali di settore Univ, Anivip, Assiv e delle imprese cooperative Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi, indisponibili a trovare una intesa per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto nel 2015, applicato ai circa 70mila addetti. La trattativa si è arenata sul trattamento economico e sui tecnicismi connessi al cambio di appalto. Il negoziato a non ha sciolto i nodi in ordine a bilateralità, contrattazione di secondo livello, classificazione del personale e salute e sicurezza, temi sui quali i sindacati hanno presentato una concreta proposta di riforma.

La segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca stigmatizza «il drastico rallentamento delle trattative in fase di stallo e la riproposizione di richieste impercorribili». Per la sindacalista «quello che traspare dall’atteggiamento dilatorio delle associazioni imprenditoriali è l’inaffidabilità e la chiara volontà di lasciar passare altro tempo a discapito delle esigenze di un settore e dei lavoratori che ogni giorno affrontano sacrifici pur di mantenere il posto di lavoro, spesso anche in situazioni di dumping salariale e normativo divenuto purtroppo realtà in espansione in questo comparto dei servizi dove si opera prevalentemente in regime di appalto». Blanca ribadisce «la necessità e l’urgenza di definire un contratto nazionale di lavoro che possa garantire un quadro di regole e di tutele certe oltre ad un aumento salariale che riconosca la professionalità di chi vi opera». «Il settore necessita di uno strumento regolatore anche rispetto alle tariffe applicate» ha aggiunto ribadendo che «il rinnovo del contratto nazionale è l’unica strada per rispondere alle esigenze e per superare le gravi problematiche emerse in questi anni». «Auspichiamo che il particolare momento storico coadiuvi tutte le parti nell’assunzione di responsabilità, non derogabili ad altri, poiché solo tutti gli attori, imprese e lavoratori, conoscono le dinamiche di mercato, i reali bisogni e solo loro, insieme, possono trovare le giuste leve atte a rispondere ad un processo in costante trasformazione» ha concluso la sindacalista.

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