Lunardon e De Vincenzi: “Piaggio, a rischio stipendi e futuro dell’azienda”

Savona / Genova. Ieri si è svolta in prefettura a Genova una riunione su Piaggio tra sindacati, istituzioni locali e rappresentanti delle Prefetture di Genova e Savona da cui è scaturita la richiesta di un incontro presso la Presidenza del Consiglio per comprendere quale sia la posizione del Governo nel suo complesso dopo le dichiarazioni rese in Commissione difesa dal Capo di Stato maggiore dell’aeronautica militare, “di segno diverso se non opposto rispetto alle posizioni espresse dal Mise solo pochi giorni prima” commentano Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria, e Luigi De Vincenzi, consigliere Pd in Regione Liguria e vicepresidente del Consiglio Regionale.

“Consideriamo il passaggio presso la Presidenza del Consiglio a questo punto essenziale per fare chiarezza dopo mesi di ritardi, convulsioni e incertezze da parte del Governo che come è noto hanno portato alla fuga del fondo Mubadala, all’amministrazione straordinaria della società, al venir meno del progetto del drone P2hh, alla perdita dell’investimento privato degli Emirati da 800 milioni di euro e alla necessità di riconfigurare l’investimento pubblico già deciso dal Governo Gentiloni da 766 milioni di euro. Vorremmo porre l’accento su quattro temi” dicono i consiglieri del Pd: «1. Bisogna fare in fretta. A marzo finisce la liquidità dell’azienda e quindi diventa un problema pagare gli stipendi. Per sbloccare le linee di credito con le banche bisogna che le decisioni pubbliche governative e parlamentari intervengano entro i prossimi dieci giorni. Lo stallo ha gravi conseguenze anche sulla LaerH di Albenga, azienda legata a doppio filo al futuro della Piaggio. 2. Sbloccare i 250 milioni promessi dal Mise per la certificazione e l’acquisto dei sistemi e dei velivoli P1hh è il passo necessario per attivare la liquidità delle banche senza la quale Piaggio non va avanti. 3. Fondamentale è ottenere la garanzia di commesse pubbliche di acquisto dei velivoli civili P180 che è’ la condizione per garantire continuità nei prossimi mesi alla produzione di Piaggio. 4. Valorizzare il comparto motori, di cui ci si dimentica troppo spesso, sia nel settore manutenzioni, sia in quello produzione, chiudendo i contratti aperti con i clienti pubblici e privati”.

Rimane il nodo Leonardo. Comprendere dal Governo e dall’azienda pubblica a quali condizioni industriali e occupazionali intende entrare negli asset Piaggio e se lo intende fare davvero è il punto attorno al quale ruota il futuro di Piaggio e dei suoi lavoratori. Insieme alla necessità di individuare nuovi prodotti che sostituiscano il P2hh, senza i quali l’incertezza rischia di rimanere la nota dominante del futuro di una delle aziende più importanti della Liguria e del Paese” concludono Lunardon e De Vincenzi.

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