Consiglio comunale di Savona boccia il Ddl Pillon; RC: “visione arcaica della famiglia e del rapporto uomo/donna”

Nella foto: il consigliere Marco Ravera (capogruppo "Rete a Sinistra - Savona che vorrei") mentre illustra in Consiglio Comunale l'OdG contro il disegno di legge Pillon (14 marzo 2019)

Savona. Nell’ultimo Consiglio Comunale, alla presenza delle Ancelle con mantello rosso e copricapo, “Rete a Sinistra – Savona che vorrei”, Partito Democratico e “Noi per Savona” hanno presentato un Ordine del giorno – illustrato in assemblea da Marco Ravera, consigliere “uomo perché credo che questo provvedimento riguardi non solo le donne ma tutti” – contro il disegno di legge 735, depositato presso la Commissione Giustizia del Senato e meglio noto come Ddl Pillon dal nome del senatore della Lega firmatario del documento. Con ampio consenso trasversale (18 voti a favore e 8 contrari) il Consiglio Comunale ieri ha approvato l’OdG che segnalava le criticità del disegno di legge.

Tale proposta, commentano Fabrizio Ferraro (Segretario provinciale Rifondazione Comunista) e Maurizia Nichelatti (Resp. prov. Diritti Civili e Politiche di Genere PRC), “partendo dal principio di bigenitorialità perfetta, ridisegna in realtà il ruolo della donna nella società italiana fingendo una parità di diritti e di opportunità lavorative che nulla hanno a che vedere con la realtà di altri Paesi europei. La visione arcaica della famiglia e del rapporto uomo/donna di Pillon nega qualsiasi forma di autodeterminazione della donna, cancellando con un colpo di spugna tutte le civilissime conquiste degli anni ’70 e riproponendo ruoli di uomo padre/ padrone e donna moglie/madre/angelo del focolare, pre-femminismo anni ’60”.

“Un’impostazione del genere – proseguono – non può essere accetta, perché in ballo c’è una questione di civiltà. E infatti l’Ordine del giorno è stato approvato grazie anche al voto favorevole dei consiglieri 5 Stelle, di una parte della maggioranza e del Sindaco Ilaria Caprioglio, lasciando completamente isolata la Lega. Il Consiglio Comunale ha colto in modo trasversale la dimensione anacronistica del Ddl, in quanto giustamente percepita come lesiva della dignità femminile e sorda ai veri bisogni dei bambini. Riteniamo inoltre significativo e molto apprezzabile l’intervento del Sindaco Caprioglio, che con una disamina di parti del decreto ha evidenziato l’impossibilità di eventuali modifiche e la necessità di una netta bocciatura. Rifondazione Comunista plaude a quanto avvenuto ieri durante il Consiglio e ritiene che sia necessario, al posto del retrogrado decreto Pillon, la ricostruzione di una cultura rispettosa dei bisogni e dei diritti di donne, bambini, uomini e padri per una società più giusta e adeguata ai tempi”.