Le Ninfee di Monet, un incantesimo di acqua e di luce

Savona. Il Gruppo Fai Giovani Savona e Nuovofilmstudio presentano un nuovo appuntamento con la rassegna “Arte al Cinema”; martedì 12 febbraio alle 15.30 e alle 21.00 e mercoledì 13 febbraio alle 18.00 e alle 20.30 verrà proiettato presso il Cinema Nuovofilmstudio la pellicola “Le Ninfee di Monet – Un incantesimo di acqua e di luce” di Gianni Troilo con colonna sonora originale di Remo Anzovino. La rassegna vedrà nella proiezione sera di martedi l’introduzione a cura del FAI Giovani Savona e nelle proiezioni pomeridiane, invece, vi sarà l’introduzione a cura della dott.ssa Tiziana Casapietra, direttrice del Museo della Ceramica di Savona. Ingresso aperto a tutti 10 euro – soci FAI e soci sostenitori 8 euro.

«Quando l’ex Primo Ministro Francese George Clemenceau si reca a Giverny, trova parecchie tele accatastate nella cantina della ricca abitazione in cui è ospite. Numerose rappresentano fiori esotici, presentati per la prima volta all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Il giardino, lo stagno, le tele che rendono unica tra tutte quella casa sono opere sue: di Claude Monet, il padre dell’Impressionismo. E quei fiori dai petali carnosi, che galleggiano sulla superficie dell’acqua ed estendono le proprie radici nelle acque paludose, sono nénuphar, ma per Monet saranno sempre e soltanto Nymphéas, Ninfee. È proprio per raccontare questa storia, questa passione, questa ossessione, che arriva al cinema Le ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e di luce, il film che condurrà il pubblico a Parigi, tra il Musée Marmottan, il Musée de l’Orangerie e il Musée D’Orsay, a Giverny con la Fondation Monet, la casa e il giardino dell’artista, e tra i magnifici panorami di Étretat. Seguendo il percorso della Senna, il film parte da Le Havre dove Monet trascorre il primo periodo della sua vita artistica, risalendo il fiume verso gli altri paesi dove ha dimorato, per dimostrare quanto innovativo, radicale e moderno sia il suo approccio all’arte e quanto spasmodica la sua ricerca dell’elemento acquatico: Poissy, Argenteuil, Vétheuil, Giverny. Qui, recluso nel suo giardino, mentre piovono le bombe della Prima Guerra Mondiale, Monet dipinge senza tregua la sua opera di resistenza e di pace. A Parigi, nel Musée de L’Orangerie, la sua speranza trova finalmente il giusto compimento, nelle magnifiche sale ovali da lui stesso disegnate. Qui, nel maggio del 1927, l’amico George Clemenceau inaugura finalmente il museo dedicato alla Grand Décoration. Enormi pannelli raffiguranti il suo stagno di ninfee, talmente avvolgenti che lo sguardo dello spettatore si perde in un’atmosfera di serenità e pace.»

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