Kronostagione, attualità e complessità con Babilonia Teatri

di Alfredo SgarlatoAlbenga. Tra gli appuntamenti che si ripetono nelle stagioni di Kronoteatro c’è quello con la compagnia veneta Babilonia Teatri, realtà tra le più apprezzate da parte della critica specializzata. I loro lavori, recitati con uno stile inconfondibile, con le frasi scandite come fossero raffiche di mitra con l’effetto di coinvolgere e straniare insieme, possono non piacere ma mai lasciare indifferenti o risultare banali.

In “Pedigree”, che vede in scena il solo Enrico Castellani, autore anche del testo, il direttore di scena Luca Scotton lo raggiunge sul palco alla fine a impersonare Elvis Presley, vediamo un personaggio che mette dei polli ad arrostire (davvero) e poi siede su una stravagante poltrona di modernariato. Ben presto spiega chi è: figlio di due madri, sa chi è il padre che ha donato il seme e conosce i fratelli biologici, con cui si ritrova una volta all’anno.

Il “padre assente”, figura oggi al centro di innumerevoli dibattiti, è il convitato di pietra dello spettacolo. Non c’è giudizio morale da parte del personaggio, solo l’ansia provocata da una mancanza, che il protagonista stesso non sa se vuole davvero riempire. Il tema trattato è molto forte, e non appaiono le forti provocazioni che spesso caratterizzano i lavori di Babilonia Teatri, l’alternanza di monologo e azione corporea, sulle note dei classici di Elvis, coinvolge lo spettatore per la sua attualità, e per i dilemmi che suscita. Per chi scrive queste note, il lavoro più riuscito della compagnia.

Come di consueto il pubblico ha affollato lo Spazio Bruno ed ha applaudito a lungo gli attori. Dopo lo spettacolo è stata servita una gustosa cena. Prossimo appuntamento il 19 gennaio con un’altra delle compagnie più amate dai frequentatori della Kronostagione, Quotidiana.com.

*Foto di Eleonora Cavallo

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