Collezionismo prende piede sempre di più anche in Liguria

C’è una passione che accomuna gli italiani da molti, moltissimi anni. No, non parliamo del calcio o dello sport in generale. Stiamo parlando del collezionismo che sta prendendo piede in tutto il Bel Paese, con particolare riferimento alla Liguria.

Qui, infatti, risiedono numerosissimi collezionisti di qualsiasi genere di oggetti che possono soddisfare la propria passione visitando i mercatini di Albenga. Qui, ogni terza domenica del mese, si svolge il ricco mercatino dell’antiquariato, allestito nel centro storico della città ligure, lungo viale Martiri della Libertà. In questo mercatino è possibile trovare mobili antichi, utensili, monili, pizzi e vecchi giocattoli. Oltre, ovviamente, a lampade vintage ed orologi. Una miniera d’oro per i tanti collezionisti liguri in cerca del pezzo perfetto per la propria collezione.

Francobolli che passione!
Di collezioni ce ne sono davvero tantissime, e di diversi tipi. Basti pensare, ad esempio, ai francobolli. Fino a un paio di generazioni fa, la passione per i francobolli veniva trasmessa da padre in figlio. Vi era, quasi sempre, in famiglia, un nonno o uno zio che regalava al nipote il primo classificatore con alcuni francobolli al suo interno. C’è poi chi ha la passione per la fotografia e da questa ha sviluppato la passione per le macchine fotografiche. Anche qui la platea è veramente molto ampia e pronta soddisfare qualsiasi genere di richiesta.

Tecnologia retrò molto ricercata
In molti poi amano collezionare oggetti tecnologici appartenuti al passato. Dalle vecchie macchine fax, ormai sostituite da servizi smart e più economici come questo qui, fino ai telefoni fissi più rari. Per non parlare poi dei primi cellulari. Pensiamo, ad esempio, al Nokia 3310, che per un certo periodo divenne il telefono di milioni e milioni di persone, che ora viene venduto all’asta anche a 300 euro.

Altro settore molto interessante che ha un seguito di collezionisti è senz’altro quello dei giochi. Il GameCube, la consolle Nintendo degli anni ’90, viene venduta anche a 1500 euro. Mille euro, invece, per la Dreamcast, la prima consolle a 128 bit. Circa 1000 euro il valore che alcuni collezionisti attribuiscono agli iPod di prima generazione.

E le radiosveglie? Sono sempre state detestate per il loro suono insopportabile al momento del risveglio. Le sveglie, anche queste, hanno ceduto il posto sui comodini ancora una volta agli smartphone. Questi, grazie ai suoni, alle luci a basso consumo dei display e agli altoparlanti hanno definitivamente eliminato il trillo sgarbato delle sveglie. Che ora, magari, giacciono come prendi-polvere.

Chi ricorda, invece, il Personal Digital Assistant? Si tratta di un taccuino elettronico sul quale prendere appunti, annotare memo vocali e avere a disposizione calendari. Tutto in un unico dispositivo palmare, che sembrava all’avanguardia e innovativo. Ma ancora una volta, gli smartphone si sono rivelati il vero trionfo dell’elettronica a portata di tasca, insieme a tablet e relative applicazioni.

Tanti oggetti, dunque, che sono andati in pensione e che quindi sono diventati perfetti per i tanti collezionisti in giro per l’Italia e per il Mondo.

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