Su la Testa 2018 seconda serata

di Alfredo SgarlatoAlbenga. La seconda giornata di Su la Testa si apre col pomeriggio a Palazzo Scotto Niccolari, che per l’occasione ospita anche una mostra del pittore Valerio Conforti, una serie di ritratti di attori. Lorenza Bertoglio e Davide Geddo conducono le presentazioni dei libri di Andrea Rigante “Le lacrime dei Vedda”, su una popolazione dello Sri Lanka che vive ancora in stato quasi primitivo ed è vittima dei soprusi della maggioranza, e di Alberto Calandriello “Abbassa quello stereo”, in cui si intrecciano storie di vita e di musica. Intermezzi musicali con Lisona e Pepè, cantautore sanremese al debutto, accompagnato dall’ottimo chitarrista Lorenzo Herrnhut.

Ad aprire la serata Giulio Wilson, cantautore ed enologo toscano. Accompagnato da una band numerosa e rodata, esegue una serie di canzoni molto energiche, con testi ironici ma anche molto calati nella realtà attuale, un rock politico che oggi sembra fuori moda ma di cui abbiamo molto bisogno. La buona presenza scenica di Wilson e la tecnica dei musicisti, con chitarre e tastiere a fare interventi taglienti, rendono il set molto godibile.

Secondo musicista a esibirsi è Peppe Voltarelli, cantautore, attore, regista, cabarettista e molto altro. Col suo look fantasioso Peppe alterna le sue due anime, i monologhi stralunati di una comicità irresistibile e le canzoni impegnate, con la sua voce strappacuore che ricorda quella di Modugno (nel dopo festival gli dedicherà molti omaggi), in cui canta il Sud ferito e la sua umanità. Splendida “Il lupo”, in dialetto calabrese, in cui si accompagna alla fisarmonica, ed emozionante il tributo a Leo Ferrè con “Gli anarchici”. Un’autentica ovazione accompagna il saluto di questo grande artista. L’esibizione di Voltarelli è anche lo spunto per ricordare il grande Claudio Lolli, con cui Peppe in passato aveva collaborato.

Prima dell’intervallo viene consegnata la Targa Pisani, in memoria dell’indimenticabile Renzo, storico gestore del Cinema Ambra, allo scrittore Maurizio “Pupi” Bracali, per aver raccontato Albenga e dintorni nei suoi gialli con protagonista l’ispettore amante del rock Calcagno.

Personaggio altrettanto poliedrico di Voltarelli è Bobo Rondelli, che si presenta con Radislav Lorkovic, cantante e pianista americano di origine croata, già ammirato l’anno scorso a Su la Testa insieme a Jono Manson. Contrariamente alle aspettative di molti il carismatico Rondelli lascia molto più spazio al partner, da parte sua canta solo un paio di canzoni, ballate malinconiche e intimiste, in contrasto col personaggio di toscanaccio irriverente e guascone che inscena nei monologhi che precedono i brani. Lorkovic canta blues e ballate con gran bella voce e notevole tecnica pianistica. I due chiudono duettando in una ballata che si rifà alle atmosfere di Tom Waits, che Rondelli imita alla perfezione, come molti altri personaggi che imiterà nel dopo festival, dove tutti i musicisti della serata si sono offerti generosamente con canzoni e chiacchiere.

Finale con Matthew Lee, pianista di formazione classica ma innamorato del rock’n’roll delle origini. Straordinario virtuoso dello strumento, mescola i classici del genere, blues di sua composizione, una rilettura de “L’isola che non c’è” di Bennato, e un medley da Gershwin, Beethoven, Rossini, Mozart, rivisti in chiave anni ’50. Gran divertimento per il pubblico che è incantato dalla bravura del musicista, che è anche molto comunicativo.

Oggi pomeriggio alle 16,30 a Palazzo Scotto Niccolari incontri con Pupi Bracali e la fotografa Valentina Tamborra, proiezioni di video e interventi musicali di Edoardo Chiesa e Beppe Trabona.

*Foto di Paolo Moretti e Maurizio Cardillo

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