Maltempo, la prima mappa dei danni all’agricoltura ligure (1)

Savona / Genova. Danni maltempo: Coldiretti Liguria chiede l’immediato riconoscimento dello stato di calamità. Perdita del 50% di olive ormai in fase di raccolta, gravi danni alle coltivazione floricole e difficoltà per gli allevamenti: queste le gravi conseguenze delle bombe d’acqua  e del forte vento anche a 120 Km/h, che si sono abbattuti a più riprese su tutto il territorio regionale. È quanto emerge dal bilancio di Coldiretti Liguria sugli effetti della violenta ondata di maltempo che ha colpito negli ultimi giorni la Liguria,  causando ingenti danni principalmente al settore olivicolo e alle coltivazioni sotto serra, nello specifico floricole nel ponente e orticole nel levante. Al momento sull’intero territorio preoccupano anche lo stato dei fiumi, ingrossati dalle forti piogge che non hanno trovato valvola di sfogo in mare a causa della violenta mareggiata della scorsa notte.

Partendo dall’imperiese soprattutto nella costa da Diano Marina a Sanremo, l’olivicoltura  ha subito la perdita del 50% delle olive di varietà taggiasca mentre il forte vento ha danneggiato le strutture floricole, quali  serre  e ombrari, dove, in questo periodo, si coltivano principalmente il ruscus e i ranuncoli.

Della provincia di Genova è stata colpita gravemente la Valle Stura, zona dedita principalmente all’allevamento: nei comuni di Masone, Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto, si contano stalle e cascine scoperchiate, divelti gli alberi da frutto, mentre gli sbalzi di corrente elettrica hanno causato seri problemi alle attrezzature per la mungitura. Nella Valpolcevera, il forte vento ha spazzato via i tunnel facendo registrare gravi danni alle coltivazioni di basilico, mentre frane, smottamenti e caduta di alberi sulle recinzioni hanno creato disagi agli allevamenti di capre. In Valle Scrivia ad aver subito maggiori danni sono state l’apicoltura con gli alveari rovesciati a terra e le coltivazioni invernali di ortaggi a pieno campo, andate per la maggior parte distrutte. Infine nella fascia costiera del Tigullio, più del 50% delle olive sono cadute a terra sotto la forza incontrollabile del vento.

 Nello spezzino a Castelnuovo di Magra le raffiche di vento  hanno divelto i  tunnel di coltivazioni orticole e frutticole, causato danni ai muretti a secco della riviera, mentre a ridosso delle Cinque Terre, tra Levanto e Monterosso, le forti precipitazioni hanno buttato a terra le olive riducendone drasticamente il numero. Nella provincia savonese, nei comuni tra Casanova Lerrone e Garlenda, già in precedenza colpiti dalla grandinata di settembre, le olive hanno subito un’ulteriore gravissima perdita.

“Sono stati eventi estremi che hanno colpito l’intero territorio regionale. – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – Il settore olivicolo, ad esempio, ha subito perdite significative in un momento delicato per la produzione dell’olio nuovo: è evidente ormai che la campagna olivicola, soprattutto nella fascia costiera dove si iniziava a raccogliere, è parzialmente compromessa. Danneggiate poi numerose serre e strutture aziendali per la coltivazione di ortaggi invernali, fiori e basilico dei quali si registra la perdita di gran parte della produzione.  Quello di ieri è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi irreversibili che hanno colpito le nostre aziende, ed è per questo che a, seguito del monitoraggio dei danni, chiediamo alla Regione di riconoscere lo stato di calamità naturale per l’intero settore agricolo ligure e per l’allevamento. Le aziende del territorio devono essere aiutate a ritornare produttive nel più breve tempo possibile”.

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