Torna l’Albenga Jazz Festival

di Alfredo Sgarlato – Dopo una pausa di un anno, in cui l’Associazione Le Rapalline in Jazz ha tenuto alta la bandiera della musica dal vivo nel centro storico di Albenga con lo splendido concerto del trio “Kind of Bill”(Moroni/Gomez/La Barbera), torna l’Albenga Jazz Festival, con due serate nella cornice perfetta di Piazza San Michele, il 21 e 22 agosto.

Per due serate la piazza principale nel centro storico di Albenga diventerà sala concerto, scenario ideale per ascoltare musica raffinata, ma non riservata a pochi eletti. L’Associazione Le Rapalline in Jazz, col fattivo contributo dell’Amministrazione Comunale, della Fondazione Oddi, dell’Associazione Tra le Torri e di molti sponsor, porterà al pubblico ingauno due concerti in cui si fonderanno stili e attitudini diverse, con l’incontro tra solisti italiani e internazionali.

La prima serata sarà dedicata al sassofonista Claudio Chiara, collaboratore di Paolo Conte, che ha scelto di abbinare alla consueta sezione ritmica, coi liguri Tagliazucchi, Zunino e Zirilli, un quartetto d’archi: scelta piuttosto rara nella musica jazz, anche se non mancano i precedenti illustri come Charlie Parker o Chet Baker. Negli arrangiamenti di Chiara, che eseguirà sia composizioni proprie che di storici bandleader come Thad Jones o Quincy Jones, il quartetto d’archi diventa un autentico solista che dialoga con gli altri strumentisti, dando alle esecuzioni un tono intimo, che privilegia i tempi medi e le atmosfere soffuse.

Secondo incontro, la sera di mercoledì 22, con Rachel Gould, cantante originaria del New Jersey ma da tempo attiva in Europa, che si esibisce col chitarrista Luigi Tessarollo, suo abituale collaboratore, e Aldo Zunino al contrabbasso. Nel caso di Rachel Gould l’elenco delle collaborazioni sarebbe più lungo dello spazio a nostra disposizione: citeremo Chet Baker, Woody Herman, Sal Nistico, Dave Liebman. Di formazione classica, ha continuato l’attività accademica come insegnante oltre a quella di performer. È considerata interprete tra le più sensibili e originali, in un periodo in cui le cantanti spesso sembrano fatte con lo stampino.

Due serate che consigliamo non solo agli amanti del jazz, che non se le perderanno assolutamente, ma a chiunque ami la musica, l’arte e la bellezza dello stare insieme nelle notti d’estate. Ingresso libero.

Vittoria Buratta: cosa cambia con il nuovo Censimento permanente della popolazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*