Dai tonnarotti alla sagra della Ventre di Moglio

Alassio. “Ricordo quando ero ragazzetto, una cinquantina di anni fa, dalla metà di maggio alla fine di giugno il paese rimaneva deserto di uomini: qualche vecchio infermo, le donne e noi ragazzi… Ma la tonnara occupava tutti”. Sono i ricordi del maestro Amedeo Ramasso di Moglio in un articolo che scrisse nel 1946 per l’Unità.

Non ci sono origini certe di questa migrazione stagionale e di quelli che venivano chiamati tonnarotti, ovvero quelli che per sostentare la famiglia andavano a pesca di tonni e venivano impiegati nella lavorazione del tonno, pagati in parte in denaro, in parte con le frattaglie del tonno, cibo povero, quasi di scarto, ma che presto impararono a trasformare in un’autentica prelibatezza.

Una ricetta, una tradizione che la Società di Mutuo Soccorso “Fratellanza” Moglio porta avanti ogni anno con la sagra della Ventre, la prima domenica di agosto.

L’appuntamento quindi il 5 agosto con l’apertura delle casse alle ore 19,00 e andranno avanti, a suon di musica, fino alla mezzanotte. La serata sarà infatti allietata da Marco Ghini e la sua brillante band “Stavolta mia moglie mi manda a Funk” in un concerto a scopo benefico, che fa riferimento alla Onlus BastaPoco, che ormai da anni trova il sostegno della Società mogliese.

Ad attendere il pubblico 109 kg di acciughe fritte, 40 kg di impasto delle mugnarelle, deliziose frittelline di verdure, e 40 kg di impasto di frittelle di mele e soprattutto 80 kg di ventre.

“Se un tempo era un cibo di scarto, oggi è diventata un’autentica prelibatezza, anche difficile da trovare – spiegano dalla Soms La Fratellanza – riusciamo a trovarla in Sicilia a 55 Euro al chilo. Stiamo anche testando un fornitore di Carloforte, sarebbe bello tornare a rifornirci proprio dalla stesse tonnare dove i nostri avi andavano a lavorare”.

La ricetta è ovviamente un segreto, trapela solo il gran lavoro di ammorbidire, cuocere e tagliare a listarelle la ventre per poi “condirla” con un mix di prezzemolo, aglio, carote, cipolle, pinoli, pochissimo pomodoro e vino bianco. Solo in ultimo le patate.

“Siamo maniacali – spiegano ancora – abbiamo fatto della qualità il nostro imperativo. Siamo una squadra, un centinaio di soci, giovani meno giovani e i nostri anziani da cui abbiamo imparato tutto, come Marisa Melgradi una delle cuoche storiche della nostra Fratellanza, in grado di calcolare al volo dosi e tempi rispetto al numero di persone per le quali dover cucinare: 40 persone? Serve questo… facile, per lei… noi restavamo affascinati”

Una navetta gratuita è messa a disposizione del pubblico, negli stessi orari, sulla tratta tra Alassio (fermata autobus di fronte all’Hotel Suisse) e Moglio (piazza Mazzini).

Non finisce qui! Domenica 12 si continua con “una Gnoccata più che mai”, sagra gastronomica dedicata agli gnocchi di patate, nuova occasione di ritrovo per mogliesi, alassini e turisti, con intrattenimento musicale.

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