Decreto Compro oro: sì all’esclusione degli artigiani

«Dopo la nostra denuncia, una risposta tempestiva del consiglio regionale nei confronti di quasi 300 microimprese liguri toccate da una disposizione che le penalizza in termini di nuovi adempimenti e costi. Confidiamo ora in una pronta azione verso il governo per una modifica alla legge sui compro oro». È il commento di Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria, dopo l’approvazione all’unanimità dell’odg presentato oggi in sede di consiglio regionale sul decreto che disciplina le modalità tecniche per l’invio dei dati e l’alimentazione del registro degli operatori “compro oro”, che entra in vigore proprio oggi.

«Si tratta di una legge che, equiparando orafi e compro oro, impone anche ai nostri artigiani una serie di adempimenti burocratici, oltre al versamento di un contributo per la gestione del registro stesso – precisa Costi – Nuovi oneri di cui devono farsi carico le micro e piccole imprese artigiane di oreficeria, nonostante l’acquisto oro sia un’attività che le tocca solo in minima parte, a differenza di realtà esclusivamente commerciali».

Per questo motivo, il documento approvato oggi dal consiglio, con Lilli Lauro (lista Giovanni Toti) prima firmataria, impegna il presidente della giunta a farsi promotore, nei confronti del governo, di una richiesta di modifica del decreto che ne limiti l’applicazione alla sola e semplice attività commerciale dei “compro oro” escludendo dalla sua applicazione le imprese iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane operanti nel settore dell’oreficeria.

Il registro sarà operativo entro tre mesi a partire dall’entrata in vigore del decreto e in Liguria interesserà ben 280 micro e piccole imprese artigiane del settore orafo: 130 a Genova, 57 a Imperia, 56 a Savona e 37 alla Spezia.

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