Arriva ad Andora “Cultura coreana in movimento”

Approda anche ad Andora, l’iniziativa a carattere nazionale “Cultura Coreana in Movimento 2018” che conferma l’intensa collaborazione fra Palazzo Tagliaferro, C|E Contemporary e il Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano che anche quest’anno, porta ad Andora un evento espositivo che fa parte dell’iniziativa culturale a cui l’Assessorato alla Cultura del Comune di Andora aderisce in una comune condivisione di intenti e stima reciproca dimostrata dalle frequenti visite ad Andora dei Consoli Generali della Repubblica di Corea a Milano.

Sarà, infatti, il Console Generale della Repubblica di Corea a Milano Yoo Hye-ran, insieme al Sindaco Mauro Demichelis e all’Assessore alla Cultura Maria Teresa Nasi, a tagliare il nastro dell’inaugurazione della mostra degli artisti Yang Sil Lee e Kim Seung-ho, prevista per mercoledì 25 luglio, alle ore 21.00, nel Museo Mineralogico Luciano Dabroi.

Si tratta di un’esposizione che permetterà ai visitatori di scoprire due rappresentanti di rilievo della Cultura d’Oriente. Le opere di entrambi gli artisti, con tecniche espressive diverse, risultano molto adatte alle sale espositive del Museo Mineralogico. L’artista Yang Sil Lee propone le sue sculture totemiche in terracotta, mentre  Kim Seung-ho, presenta le sue installazioni e la sua pittura iperrealista ispirata alla natura e in particolare agli elementi dell’acqua e del mare.

L’esposizione sarà aperta, ad ingresso libero, fino all’8 agosto, visitabile ogni sabato e domenica, dalle 19.00 alle 23.00, con  aperture straordinarie 26, 27 luglio e 2,3 agosto.

Il pubblico di Palazzo Tagliaferro ha sempre dimostrato di apprezzare le suggestioni dell’arte della Repubblica della Corea del Sud le cui esposizioni hanno sempre avuto molto successo.

I visitatori saranno certamente conquistati dalle creazioni di terracotta di Yang Sil Lee, che trovano nel Museo la collocazione ideale: le loro forme particolari instaurano un perfetto dialogo con gli esemplari mineralogici, risultati della lenta stratificazione operata dalla natura.

Le sculture di Yang Sil Lee, infatti, paiono anch’esse come formate dal sovrapporsi di antiche rocce sedimentarie, che costituiscono l’apparato competitivo dei suoi totem scultorei, ora a evocare antiche divinità, del remoto passato della coscienza collettiva o antichi culti di grandi civiltà come quella Egizia, ora ad attendere invece entità o intelligenze superiori, esseri che dall’aldilà possano come in un rito sciamanico comunicare dal futuro la loro presenza.

Anche l’elemento femminile, quello della “Dea Madre” che rileviamo in alcune forme scultoree rigonfie che ricordano i seni, il grembo e la fecondità femminile, è presente nelle opere di Yang Sil Lee che dà vita ad un mondo che sovverte l’ordine convenzionale del tempo dove il passato remoto si congiunge con il lontano futuro dove inizio e fine non sono più distinguibili.”

Anche per l’artista Kim Seung-ho la ricerca concettuale muove dagli elementi della Natura, in particolare dall’Acqua e dal Mare, inteso come orizzonte infinito e sfuggente al controllo umano espresso attraverso pittura e installazioni.

I dipinti di Kim Seung-ho iperrealistici fanno di lui un artista innovativo, per il quale la costruzione e de-costruzione di un universo effimero e fragile diventano metafora della precarietà e dell’incertezza dell’esistenza umana. Il mare riprodotto costantemente da Kim Seung-ho diventa simbolo di conoscenza, strumento per capire meglio noi stessi e il mondo che ci circonda.

L’acqua, infatti, in diverse tradizioni culturali e spirituali, rappresenta un simbolo di purezza e di candore, ma anche di conoscenza, di saggezza e di conoscenza spirituale.
L’Acqua che disseta, che diventa simbolo di una conoscenza che è insita dentro di noi. L’Acqua vitale ma anche distruttiva come la natura umana, duplice al contempo creativa e distruttiva.

Yang Sil Lee dopo una laurea in scultura e un master in disegno d’ambienti presso l’Università di Seul si trasferisce in Italia per perfezionarsi, e sotto la guida di Pericle Fazzini si diploma all’Accademia di Roma, specializzandosi ulteriormente. Per oltre vent’anni si occupa di disegno industriale, come libera professionista, nel campo della progettazione di tessuti e accessori per la moda.L’artista, dividendosi fra la vita di Milano e quella di Seul, ha sviluppato una ricerca artistica, connotata da un sincretismo culturale, tipico degli artisti internazionali pregni della cultura delle loro radici rafforzata da un profondo studio della nostra.

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