Lunardon e De Vincenzi: “teniamo aperto l’Osservatorio Ambientale Regionale di Vado e Quiliano”

Mantenere l’Osservatorio regionale ambientale di Vado e Quiliano ed estendere le sue attività, attribuendogli una funzione di sorveglianza sanitaria continuativa sul territorio. Sono queste le richieste contenute nell’ordine del giorno depositato dai consiglieri regionali del Pd Giovanni Lunardon e Luigi De Vincenzi, dopo che la Giunta regionale, con una delibera di maggio, ha deciso di far confluire tale istituto nell’ambito del più ampio dell’Osservatorio regionale salute ambiente, decretandone, di fatto, la chiusura.

“L’Osservatorio di Vado e Quiliano – spiegano i due esponenti del Partito Democratico – è stato istituito nel 2012 dalla Giunta ligure di centrosinistra. Ne fanno parte Regione Liguria, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Provincia di Savona, Comuni di Quiliano e Vado Ligure, ARPAL e ASL 2 Savonese. Il suo obiettivo è la sorveglianza ambientale e sanitaria nelle popolazioni residenti nei Comuni di Savona, Vado Ligure, Quiliano e aree limitrofe potenzialmente interessate dall’impatto di emissioni puntiformi e diffuse in atmosfera”.

Ma la Giunta Toti, precisano Lunardon e De Vincenzi “con la D.G.R. n. 337/2018, ritenendo esaurita l’attività dell’Osservatorio con la comunicazione al MISE da parte di Tirreno Power della definitiva messa fuori servizio dei gruppi a carbone della Centrale di Vado Ligure – Quiliano, ha deliberato di dare mandato all’Osservatorio di concludere le attività di analisi, valutazione e informazione su quanto già realizzato e di far confluire le eventuali nuove attività da svolgersi nell’ambito del più ampio Osservatorio regionale salute ambiente”.

L’Osservatorio di Vado e Quiliano ha portato alla redazione di due importanti studi: la relazione di ARPAL del 2015 dal titolo “Valutazione degli impatti integrati/contributi multi – sorgente delle emissioni in atmosfera nell’area geografica oggetto di studio. Rapporto finale” e la relazione conclusiva dello studio retrospettivo epidemiologico area Vado Ligure, a cura  dell’ Unità di Ricerca Epidemiologia ambientale e Registri di patologia dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, che del primo studio ha utilizzato l’applicazione del modello di diffusione sul territorio delle emissioni nell’atmosfera.

“Su questi dati – continuano Lunardon e De Vincenzi – si è aperto un dibattito, con valutazioni anche differenti, a cui hanno concorso studiosi e clinici dell’IRCSS San Martino e dell’Università di Genova di cui dà conto il sito dell’Osservatorio. Riteniamo sbagliato liquidare questo dibattito o chiudere la discussione insieme con l’Osservatorio e crediamo, al contrario, che sia necessario operare all’interno dell’Osservatorio per superare le visioni differenti e pervenire a una valutazione scientifica condivisa, se necessario anche ricorrendo alle più recenti tecniche di Consensus conference”.

“Riteniamo peraltro che alla luce della particolare impronta ambientale di un territorio come questo interessato da decenni di pesante industrializzazione vi sia comunque la necessità di non abbassare la guardia rispetto al tema della sorveglianza sanitaria e, anzi, crediamo che il mantenimento dell’Osservatorio possa essere un valido strumento per assicurare a questo territorio un’attività continuativa di sorveglianza sanitaria e di monitoraggio ambientale a tutela della salute della popolazione locale”.

“Per questo crediamo che sia necessario superare la delibera della Giunta e mantenere l’Osservatorio di Vado e Quiliano con un focus specifico sulla delicata area in questione, evitando un’indistinta presenza delle sue attività all’interno di un Osservatorio con competenze sull’intero territorio regionale”.

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