A New York inaugurata la mostra suNenne Sanguineti Poggi, artista senza confini

È stata inaugurata giovedì 17 maggio al “El Barrio’s Artspace PS109” a New York l’ultima mostra sull’artista italiana Nenne Sanguineti Poggi. Nata a Savona in una nobile famiglia di intellettuali e storici (come il nonno paterno Vittorio Poggi etruscologo sovrintendente del Museo Archeologico di Firenze) fu pittrice, mosaicista, ritrattista e disegnatrice talentuosa, ma anche scrittrice e giornalista, inviata speciale dell’ONU.

“Una donna a tutto tondo” sottolinea Deborah Sanguineti, nipote dell’artista e curatrice della mostra “nata nel 1909 e vissuta oltre 100 anni, tra Africa e Italia, al di fuori degli stereotipi e delle convenzioni sociali del suo tempo. Questa mostra è stata l’occasione per saldare collaborazioni con Istituzioni importanti che hanno riconosciuto il valore di questa artista” aggiunge “ringraziamo e siamo onorati dei patrocini di NOIAW, Wolfsoniana, Rye art Centre, Politecnico di Milano e Archivio dell’architetto Mezzedimi, con cui Nenne Sanguineti ha realizzato diverse opere.””.

Dice Rolinda Ramos la Project Manager de l’Artspace PS 109 di El Barrio, la Galleria che ha ospitato la mostra in Manhattan: ” Siamo rimasti affascinati dalla creatività e dalla prolifica attività di Nenne Sanguineti Poggi. La sua opera d’arte trascende tutti noi. Come istituzione, è un grande privilegio e onore ospitare questa mostra dedicata a una donna e un’artista “senza confini. Un’ esposizione che rappresenta indubbiamente un modello di eccellenza curatoriale e artistica”.

“Questa è la terza mostra dopo quelle del 2016 a Philadelphia e dello scorso anno al Rye Art Cenyer sempre di New York, che abbiamo progettato e promosso per valorizzare e ricordare una figura di primo livello della cultura e dell’arte italiana, conosciuta, apprezzata e celebrata in Africa, di recente scoperta dal pubblico americano, ancora poco conosciuta in Italia. Una figura eclettica e geniale, con una personalità, che emerge anche dalla sua autobiografia: Di che colore dipingersi che abbiamo ripubblicato proprio l’anno scorso con l’editore SAGEP “dice Monica Brondi che da anni cura gli allestimenti e la comunicazione dell’artista.

Mosaicista di talento, l’imperatore Hailé Sellassié le commissionò per il governo etiopico diversi lavori per opere pubbliche in varie città dell’impero che realizzò in mosaico, ceramica, guazzo ed altorilievo in cemento anche per clienti privati. Negli anni 1950 dipinse in Eritrea e in Etiopia pitture ad olio di stile post-impressionistico: paesaggi, figure, scene di vita locale catturate dal vero. Espose in diverse mostre personali ad Asmara e Addis Abeba, che furono anche inaugurate da ambasciatori d’Italia, dalla regina Giuliana d’Olanda e dalla figlia dell’imperatore, la principessa Tenagnework..

Il critico Luca Pietro Nicoletti ha approfondito la ricerca storico-artistica su Nenne Sanguineti Poggi: “La sua esperienza” dice “sollecita spunti di riflessione, fra loro interconnessi, su un complesso ventaglio di problemi di carattere prettamente visivo quanto di storia sociale dell’arte. Da una parte, infatti, il dato anagrafico e una breve sinossi biografica mostrano dei caratteri di eccezionalità: in una generazione parca di donne artiste, e ancor più di artiste che abbiano ricevuto incarichi e commesse pubbliche di un certo rilievo, il suo è un caso non comune. In una stagione in cui il rapporto delle donne con la produzione artistica segue sentieri tortuosi, alla ricerca di un proprio spazio di autonomia espressiva, Nenne Sanguineti Poggi non fatica ad accreditarsi all’interno della comunità artistica e a ritagliarsi un ruolo di primo piano in quei cruciali trent’anni della sua vita trascorsi nel Corno d’Africa.”

“Grande è la qualità delle costruzioni dell’Asmara Style – insieme di Eclettismo, Novecento, Metafisica e Futurismo – e grande è stata l’abilità dell’utilizzo dei materiali tradizionali in forme moderne: ottime le argille per i laterizi, ricercato l’uso di pietre da taglio quali i graniti, le trachiti, i basalti, gli scisti e le arenarie.” Spiega Susanna Bortolotto che dal 2012 per il Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (D.A.St.U.) lavora in Eritrea con attività di conservazione, tutela e valorizzazione.” E’ in questo quadro che si deve leggere l’importante contributo dell’artista Nenne Sanguineti Poggi per Asmara, ma anche di altre città africane, che è riuscita a dare ‘spessore’ alla qualità delle architetture grazie ai dettagli e alle finiture delle sue opere realizzate, il più delle volte, con preziose mattonelle a mosaico.” Nel 2017 il Politecnico – con l’ufficio dell’Asmara Heritage Project e grazie ad un finanziamento della Comunità Europea – ha dato avvio ad un progetto di formazione della durata due anni nell’ambito del restauro. “E proprio in collaborazione con il Politecnico di Milano speriamo di poter portare una mostra dell’artista anche in Italia il prossimo anno” conclude Monica Brondi.

La mostra è promossa da Deborah Sanguineti e Punto a Capo comunicazione che ne ha curato il catalogo e il’immagine, n collaborazione con l’Associazione Visioni,l’Associazione Qui Arte, Galleria d’arte del Cavallo.

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