“Noi artisti!”: Includere con l’arte contemporanea e la CAA nella Scuola dell’Infanzia

Nell’ambito del progetto educativo “Noi artisti! – Includere con l’arte contemporanea e la CAA nella Scuola dell’Infanzia” sabato 24 marzo alle ore 17 sarà inaugurata presso la Biblioteca civica di Toirano l’esposizione – a cura di Anna Maria Mazza – “Da Matisse a Yayoi Kusama”.

I lavori portati in “mostra” sono il frutto del lavoro di bambini di 3/5 anni, frequentanti la scuola dell’Infanzia Statale “Simone Stella” di Loano, sez B dell’Istituto Comprensivo Loano – Boissano. Già lo scorso anno la sezione ha sperimentato una didattica inclusiva che, partendo dalle necessità di un alunno con gravi difficoltà di linguaggio, ha potuto imparare a comunicare attraverso i simboli della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) grazie all’intervento di un educatore specializzato, la Dott. Stefania Gallo. Il progetto, nato in quell’occasione e presentato alle istituzioni scolastiche dall’insegnante Anna Maria Mazza, aveva ed ha come titolo “Comunicare per includere. – Percorso di inclusione attraverso l’uso della CAA”. Con Comunicazione Aumentativa si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte ad incrementare la comunicazione nei soggetti che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi.

Durante il presente anno scolastico, il progetto si è arricchito grazie alla collaborazione con la Dott. Eleonora De Vecchi, esperta di didattica museale e di mediazione del patrimonio storico artistico, che ha messo a disposizione gratuitamente le sue competenze per poter esplorare il mondo dell’arte contemporanea attraverso esperienze significative per i bambini. Tali “incontri” (da Matisse a Yayoi Kusama) hanno loro permesso di sperimentare l’uso di forme, colori, tecniche pittoriche e polimateriche diverse e scoprire così “l’artista che è in loro”.

«L’inclusione, concetto chiave per comprendere la valenza del progetto, è un processo che si riferisce alla globalità della sfera educativa e sociale. Riguarda tutti gli alunni (indistintamente/differentemente, mantenendo cioè le specificità di tutti e di ognuno) e tutte le loro potenzialità» spiega Anna Maria Mazza: «Interviene prima sul contesto, poi sul soggetto, trasformando la risposta specialistica in quotidianità. Lo scopo di questa documentazione è quello di condividere idee e metodi, oltre che lasciare traccia delle esperienze fatte. I curatori non mirano tanto a mettere in evidenza i risultati finali, che pure sono molto gradevoli da osservare, ma vogliono attirare l’attenzione sul processo, sui gesti, sull’impegno e le emozioni che queste proposte hanno suscitato nei bambini.»

«Nel corso del lavoro ci siamo soffermati sull’importanza che rivestono le esperienze creative nello sviluppo infantile e come queste coinvolgano tutti i sensi e rafforzino l’acquisizione di competenze. Il valore speciale che possiede l’attività grafico-pittorica consiste nell’elemento narrativo che questa contiene, perché il bambino, mentre scarabocchia o dipinge, racconta sempre qualcosa di sé. Per questo è necessario che l’adulto apprezzi la bellezza e l’originalità delle produzioni infantili e accompagni il bambino senza giudicarlo, in sintonia con quello che il piccolo fa in quel momento, perché è adeguato al suo processo evolutivo e pone le basi di uno sviluppo futuro da percorrere senza fretta».

«Il progetto ha tra i suoi obiettivi quello di coinvolge le famiglie, aprirsi al territorio e cercare risorse ed esperti esterni con cui collaborare. Tra le agenzie culturali del territorio fa piacere rivolgere un ringraziamento particolare al “Museo Casa del Console di Calice Ligure” per l’accoglienza ed il laboratorio da cui è scaturita l’idea del manifesto della Mostra».

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