Regione, Gruppo Pd: “Liguria fanalino di coda del nord per occupazione e per capacità di ripresa”

Il lavoro torna a crescere in buona parte dell’Italia – e in tutto il Nord – ma, polemizza il Gruppo Pd in Regione, “tranne che in Liguria. E i nostri giovani sotto i 30 anni che non cercano neppure più un’occupazione sono aumentai del 20%”.

Stando a «un articolo della Stampa e del Secolo XIX di oggi basato sui dati Istat, la nostra regione è in totale controtendenza rispetto a tutta la sua area geografica di riferimento. “In confronto al 2016 – si legge – nel Nord il tasso di occupazione sale in tutte le regioni con l’eccezione della Liguria (-0,4 punti)”. E non potrebbe essere altrimenti con 6500 occupati in meno (-1%) fra 2016 e 2017. Una situazione gravissima che denunciamo da tempo, nonostante la Giunta Toti continui a minimizzare e a far finta di nulla. Anzi, c’è persino chi tenta di dare la colpa all’abolizione dei voucher: ma si tratta di una misura nazionale, che dovrebbe avere gli stessi effetti su tutto il territorio. Quindi non si spiega perché soltanto noi dovremmo patirne le conseguenze. Dai dati Istat si evince una tendenza generale molto preoccupanti: la difficoltà di tutta la Liguria a tornare ai livelli pre cresi (e cioè del 2008), come invece accade in quasi tutto il Nord».

«Un dato estremamente preoccupante inoltre – proseguono i consiglieri del Pd – è quello relativo ai Neet, i giovani fra i 15 e i 29 anni, che non cercano più un’occupazione, perché scoraggiati. Dopo tre anni di calo – nel 2016 si era arrivati a quota 35 mila – i Neet liguri sono balzati, l’anno scorso, a circa 42 mila unità, con un aumento del 20% in solo dodici mesi. Il rischio è quello di perdere un’intera generazione. Considerato che le politiche del lavoro sono prerogativa delle Regioni, in particolare per l’uso dei fondi europei, se la Giunta Toti non inizia a prendere atto di questi dati preoccupanti e continua a trovare scuse – come quella del calo demografico, che sono tali da almeno vent’anni – o far finta di niente, sarà difficile invertire questa tendenza pericolosa. La Liguria deve agganciare il treno delle crescita come stanno facendo le altre regioni del Nord e del Centro Italia. Al momento siamo il fanalino di coda».

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