Bart feat Swing: la ceramica incontra la fotografia artistica

Albissola. “Bart feat Swing” è il titolo che Riccardo Zelatore ha scelto per questo inusuale progetto espositivo che nasce dall’incontro di differenti soggetti creativi e due mezzi espressivi privilegiati: la ceramica e la fotografia artistica.

La mostra sarà inaugurata sabato 31 marzo alle ore 18 negli spazi espositivi del Circolo Culturale Eleutheros (Via Colombo 23, Albissola Marina) e resterà visitabile, – a ingresso libero – sino al 1° maggio 2018 (Orario: martedì-domenica 17.00-19.30; lunedì chiuso).

A spiegare l’esposizione che coinvolge i lavori di Bart Herreman, Sandro Da Boit e Dario Bevilacqua, è lo stesso curatore della mostra, Riccardo Zelatore: «Il set è Albisola e allora iniziamo dalla ceramica: nel 2015 dall’incontro tra la storica manifattura albisolese Ceramiche Pierluca di Dario Bevilacqua e Sandro Da Boit – uno dei più esperti e innovativi ceramisti toscani – nasce Swing. L’uovo che dondola e non cade mai. A scanso di equivoci: non è un uovo pasquale. La forma è perfetta, il materiale onesto e autentico. Un archetipo rivisitato. Colpisce l’immaginario, cattura l’attenzione dei collezionisti, piace persino ai bambini. Per la campagna di promozione della nuova collezione viene a supporto un nuovo amico: il fotografo Bart Herreman».

«Belga d’origine e milanese d’adozione, Bart rimane affascinato dal nostro territorio, dalla pratica ceramica e dall’oggetto oggi protagonista. Bart inizia la sua carriera fotografica alla fine degli anni Sessanta: moda, reportage, arredamento, architettura e still life rappresentano per anni i suoi ambiti di ripresa. Con l’avvento della fotografia digitale la sua ricerca artistica si concentra su un mondo di fantasia e di ascendenza surrealista: luoghi improbabili e momenti quotidiani sono frequentati da personaggi curiosi, oggetti inusuali e animali esotici».

«Bart Herreman, con le sue fotografie colme di straordinaria capacità realizzativa, ci svela il suo mondo immaginario fatto di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti, stimolando o, meglio, facendo riemergere dall’“io” di chi guarda l’irreale realtà, di stimolare l’immaginazione sopita: una sorta di viaggio infinito senza limiti di tempo e luoghi. In ogni composizione c’è sempre qualcosa di sorprendente, di artificioso e nello stesso tempo di rivelatore. Ogni sua opera ha la capacità di rappresentare i sogni, le visioni e le fantasie di chi la osserva. Nei suoi frequenti soggiorni albisolesi Bart ha raccolto una serie di riprese fotografiche che, quasi all’insaputa degli altri autori coinvolti in questo progetto, hanno sedimentato per qualche tempo nel suo studio milanese. Un po’ per gioco, un po’ per coerenza con la sua mai doma ricerca, Bart ha deciso di scegliere Swing come soggetto privilegiato per una collezione di immagini che ci è parso irrinunciabile presentare in questa occasione».

Alle pareti quindi «le oniriche creazioni di Bart a stretto dialogo con alcuni esemplari di Swing e, in particolare, con un’inedita versione in scala gigante che ha impegnato non poco i nostri amici ceramisti, nell’intento comune di creare qualcosa che oltrepassa il reale».

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