Green Week: Gentiloni e il premio Radical Green hanno aperto il Festival dell’Economia sostenibile

Green Week - Gentiloni Aula magna Università di Trento ©2018 ph Romano Magrone

Ha preso il via stamattina a Trento la terza edizione della Green Week – Festival della Green Economy, che ha avuto il punto cardine della sua prima giornata nella presenza del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenuto nel pomeriggio.

“È un momento di passaggio per il Paese ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che proprio in questo momento siamo chiamati a fare scelte importanti che possano rivelarsi cruciali nei prossimi anni. Abbiamo attraversato momenti di crisi prolungati ma da qualche tempo abbiamo tassi di crescita, di sviluppo del lavoro, della ripresa, che sono più incoraggianti: dobbiamo usare questo periodo per curare le cicatrici della società e per investire su quello che sarà il modello economico dei prossimi decenni. Ci sono la carta della Green Economy e il ruolo che può avere nell’assicurare crescita stabile e di qualità. L’economia verde crea lavoro: se parliamo di grandi processi innovativi di trasformazione della nostra industria, l’innovazione in senso ambientale tende più a creare che a distruggere posti di lavoro”, ha detto Gentiloni. Il premier si è soffermato anche sulla strategia energetica dell’Italia che prevede l’uscita dall’utilizzo del carbone per il termoelettrico entro il 2025 e “questo è un obiettivo sfidante ma realistico, perché siamo sulla buona strada”.

“La strada di un’uscita dall’economia del carbone è tracciata, gli obiettivi dell’Italia sono fra quelli più avanzati in Europa ma dobbiamo sapere che servono coerenza e impegno assoluti”, ha aggiunto. “In un quadro non privo di contraddizioni abbiamo non solo una generica e futuribile capacità competitiva, ma siamo competitivi rispetto ai grandi Paesi europei. Siamo messi piuttosto bene sull’efficienza energetica; siamo messi molto bene, anche se in alcune grandi città appare l’opposto, sul riciclo dei rifiuti; siamo molto avanti rispetto a Germania e Francia come quota di rinnovabili; molto avanti come utilizzo delle materie seconde nel processo produttivo, abbiamo una tradizione straordinaria nella chimica verde”, ha concluso Gentiloni alla kermesse trentina.

Dopo l’intervento del presidente del Consiglio sono state insignite del premio Radical Green alcune imprese che operano quotidianamente nello sviluppo di prodotti e processi sostenibili riceveranno il riconoscimento e, tramite la voce degli imprenditori e le loro esperienze, racconteranno come la sfida ambientale si tramuta in processi di cultura industriale e di innovazione tecnologica. I premiati di quest’anno sono stati Lorenzo Delladio, amministratore delegato La Sportiva, Filippo Berto, amministratore delegato Berto Salotti, Marco Mantellassi, amministratore delegato Manteco, Alessandro Invernizzi, presidente Lurisia, e Susanna Bellandi, global creative, communication & CSR director di Sofidel. Menzione speciale a Paolo Verri,direttore Matera 2019 Capitale Europea della Cultura.

La giornata, dopo i saluti delle autorità, si è aperta con un dialogo a tre fra il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, l’ad di Enel, Francesco Starace e il presidente di Ima, Alberto Vacchi. “L’area più dinamica del Paese, ovvero il Nordest e la Lombardia, parla green sia in termine di attività produttive che di lavoro”, ha spiegato Realacci. Il sistema produttivo di Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, ha continuato, ha “una forte caratterizzazione nell’innovazione e nella sostenibilità ambientale. Le imprese che, dal 2011, hanno investito Green in queste cinque regioni sono 145 mila, il 41% del totale. Emerge con sempre maggior forza la necessità di un’economia più sostenibile, a misura d’uomo e per questo più forte e competitiva che incroci innovazione e qualità con valori e coesione sociale; ricerca e tecnologia con design e bellezza, industria 4.0 e antichi saperi”.

Da parte sua Vacchi ha raccontato l’esperienza di Ima che ha fatto un investimento “in una realtà che si chiama Atop focalizzata sul processo di automazione dei motori elettrici. Inizialmente ci si era dedicati al “bianco”, poi ci si sta convertendo anche al mondo dell’automotive. Oggi ad una anno di distanza la crescita prospettiva è importante per il 2018 e sarà legata al mondo dell’automotive. In questo contesto chiaramente il tema dell’elettrico, ovvero di come manipolare le componenti elettriche all’interno di processi di automazione sarà uno degli elementi cardine di questa realtà. Si tratta di una opportunità molto forte che nel mondo automazione, che stiamo presidiando, sarà di grande importanza. Il trend di crescita è ad oggi un raddoppio in un anno del fatturato passando da 30 milioni a più del doppio. Ma si tratta di un segmento in cui nei prossimi anni, anche in vista dell’accelerazione nei paesi asiatici, avrà effetti dirompenti”, ha concluso Vacchi.

L’ad di Enel Starace si è invece soffermato sui temi relativi all’energia. “Quello che adesso dobbiamo fare col governo che verrà è decidere quali politiche si dovranno fare per chiudere le ultime due centrali a carbone nel 2025”, ha detto parlando del futuro delle 5 centrali ancora attive e aprendo il tema ripreso dal premier Gentiloni nel.pomeriggio. “Il tempo di farlo c’è ma bisogna farlo adesso. Spegnere quelle centrali nel 2025 richiede delle decisioni puntuali che vanno fatte adesso e devono essere prese d’accordo con tutti”, ha continuato. Per Starace chi parla di economia decarbonizzatata entro il 2050 “non sta sognando. È un obiettivo fattibile, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica e delle sue accelerazioni”.

** Foto Credit: © Romano Magrone per UniTrento

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