Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale

21 marzo, giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale. Nell’ambito della XIV Settimana d’azione contro il razzismo promossa dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ARCI Liguria assieme alla rete del progetto “P.In.–Pienamente inclusivi”, in collaborazione con il Comitato per le pari opportunità dell’Università di Genova e con l’accreditamento dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Genova, organizza una giornata di studio sul tema delle discriminazioni.

Il seminario sarà un momento di rendiconto sulle attività del progetto P.In. che, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) del Ministero dell’Interno, ha sviluppato le attività della Rete regionale antidiscriminazioni nell’ultimo anno e mezzo, grazie a un sistema di 30 sportelli operativi in tutta la regione e cooperazioni con gli enti locali, istituzioni consolari e associazioni del terzo settore.

Oltre il resoconto sul lavoro svolto, la giornata rappresenterà un momento di confronto con i soggetti coinvolti e di ripartenza della rete attraverso la sottoscrizione di un atto d’impegno a proseguire le attività della Rete regionale da parte degli enti coinvolti, pubblici e del privato sociale. Nel pomeriggio esperti della materia affronteranno il tema della diversità e del contrasto alle discriminazioni in una prospettiva sociologica e giuridica.

«La recente fase socio-politica sta portando indietro di anni, in Italia ed Europa, l’affermazione di diritti universali e lo sradicamento di razzismo e xenofobia.», dichiara Walter Massa, responsabile del progetto e presidente di Arci Liguria. «Fenomeni discriminatori e molestie— soprattutto, ma non solo, in relazione all’appartenenza etnico-razziale—sono sempre più frequenti in ogni aspetto della vita quotidiana: rapporti coi vicini, il locatore o l’agenzia immobiliare; erogazione di servizi da pubblici esercizi; rapporti con le istituzioni pubbliche (accesso ai servizi, principalmente di welfare, sanitari e trasporto, e forze dell’ordine); mondo del lavoro e della scuola; sfera della vita politica. La prima difficoltà che si affronta nel contrasto alle discriminazioni e assume le dimensioni di un vero e proprio impegno culturale, riguarda l’emersione delle discriminazioni. La denuncia è infatti ostacolata da differenti fattori: indifferenza dei testimoni, ignoranza dei diritti e incapacità di riconoscere fenomeni discriminatori, scelta di un comportamento remissivo per paura dello stigma sociale, di ripercussioni nella vita di tutti i giorni o accettazione degli abusi. In questo quadro, da oltre un decennio, Arci Liguria lavora sul terreno del contrasto alle discriminazioni a livello regionale. Da questo lavoro è nata la Rete regionale che ha lavorato negli ultimi 18 mesi e che intendiamo portare avanti con grande determinazione».

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