Frammenti inquieti di galassie amorose

Borgio Verezzi. Dopo le Nobelesse (donne premio Nobel per la letteratura), i Vizi capitali, le Sante, mistiche e grandi meretrici, Rospi e cincipesse – la dura vita dei personaggi delle fiabe (questi i temi delle scorse edizioni) il gruppo di lavoro riunito da S.P.I.A., composto da Stefania Bonora, Carla Crespi, Eleonora De Vecchi, Graziella Frasca Gallo, Nella Mazzoni, Paola Maritan, Silvia Metzeltin, Pino Raimondo e Silvia Taliente, si occupa quest’anno del tema forse più frequentato al mondo: l’amore.

Il tema di quest’anno ‘Frammenti inquieti di galassie amorose’, prevede cinque appuntamenti: il 9, 16, 23, 30 marzo e il 6 aprile, sempre di venerdì e alle ore 21.00 (l’ingresso è libero).

Una ricognizione sul sentimento che più ha smosso la fantasia e la mente di artisti, filosofi, pensatori, dando origine a una vastità di opere che ancora oggi ci interrogano sul significato e il contenuto dell’amore. Nel corso delle 5 serate l’amore verrà indagato e smembrato nelle sue componenti, perversioni, esaltazioni, nella sua negazione. Un viaggio attraverso libri sacri e profani, una cavalcata lungo i secoli alla ricerca dei fondamenti di questo sentimento, una scorribanda che si propone di osservare l’amore da più angolazioni e di definire cosa sia e come si esprima oggi, nel tempo della superficialità e del consumo, il sentimento che sta alla base (insieme ad altri) delle relazioni.

Le prime quattro serate sonderanno che cosa siano l’amore e il malamore, quella forma malata di sentimento che tanti danni produce; che ruolo rivesta l’educazione sentimentale e come e quanto frequentemente la mancanza di questo elemento sia fonte di distorsioni e violenza; la seduzione, aspetto fondante dell’amore, insieme al corpo, e come sia cambiata dal nostro passato la percezione e l’uso della seduzione; infine lo ‘stato dell’arte’ sull’amore cioè a che punto sia la contemporaneità rispetto a questo tema, come lo interpreti, viva, agisca. La quinta serata sarà, come ormai da qualche anno, dedicata all’aspetto iconografico, ovvero quanto l’amore abbia influenzato il mondo della pittura, scultura, fotografia ecc. e sarà curato dalla Curatrice Museale Eleonora De Vecchi

Inoltre, come è tradizione nel lavoro di S.P.I.A. ogni serata offrirà una pillola psicologica: dal meccanismo dell’innamoramento, per passare allo svelamento di scivolamenti ed errori che procurano infelicità, all’opposto di quanto promettono: la ricerca di comportamenti omologati, la banalizzazione/esasperazione della sessualità, la parcellizzazione di piaceri e desideri.

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