Liguria, Tosi (M5S): che fine hanno fatto i proventi dei tesserini di raccolta funghi?

Il consigliere regionale Fabio Tosi (M5S) ha presentato ieri un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi di gruppo, in cui ha chiesto alla giunta quale sia l’obbligo previsto dalla legge regionale 17 del 2014 Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei spontanei”. Tosi ha rilevato che la norma stabilisce che gli enti preposti alla raccolta debbano trasmettere ogni anno alla Regione una relazione sull’ammontare e la natura dei proventi ricavati dal rilascio dei tesserini autorizzativi e delle spese sostenute per la raccolta ma l’Assessorato competente avrebbe dichiarato che la legge non prevede tale l’obbligo per i consorzi.

L’assessore all’agricoltura Stefano Mai ha detto che le norme relative al funzionamento dei consorzi per la raccolta funghi non sembrano sufficientemente chiare, lasciando quindi  un margine di discrezionalità. Secondo Mai, pertanto, è necessario modificare la norma, per renderla più efficace e puntuale e ha evidenziato che ne frattempo la Regione ha scritto a questi organismi, chiedendo di regolarizzare la loro posizione – ove ve ne sia bisogno – e di fornire una dettagliata relazione sulla loro attività e con indicazioni precise su come vengono spesi i proventi ottenuti.

“Ci voleva un’interrogazione del MoVimento 5 Stelle per scoprire quello che l’assessore Mai avrebbe già dovuto sapere e conoscere da tempo: nel 2016 appena 1/3 dei consorzi liguri dei fungaioli hanno trasmesso regolarmente le somme incassate ogni anno dalla vendita dei tesserini per la raccolta dei funghi”, commenta il portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria, Fabio Tosi: “Nel complesso, da quando la legge è entrata in vigore, solo la metà dei consorzi hanno rendicontato le somme introitate, in barba alle norme in materia che li obbliga alla massima trasparenza sui guadagni. L’Unione fungaioli italiani stima che la cifra complessiva non dichiarata dal 2014 si aggiri tra i 300 e i 400mila euro. Che fine hanno fatto quei soldi? Come sono stati effettivamente impiegati? Quanti di quei denari sono stati effettivamente utilizzati per gli oneri di sfruttamento previsti dalla stessa legge, come la cura dei boschi e il rifacimento dei sentieri?”

“L’assessore Mai, replicando alla nostra interrogazione, si è difeso sostenendo che la legge è scritta male e risulta di difficile interpretazione. Bene, ma se davvero fosse così, è ancora più grave che fino a questo momento il suo assessorato non sia intervenuto in sede legislativa e abbia accettato passivamente una violazione della legge. Non possiamo accettare l’ennesimo scaricabarile sulle Giunte precedenti: Toti ha scavallato abbondantemente la metà del mandato, è ora che cominci ad assumersi le proprie responsabilità”.

“Fino a quando la norma esisterà, andrà rispettata: se i cittadini che vogliono andare a funghi sono obbligati ad acquistare un tesserino (pena pesanti sanzioni), pretendiamo che i consorzi rispettino i parametri e i vincoli di trasparenza previsti dalla legge regionale, a cominciare proprio dagli oneri di sfruttamento dei boschi. È ora che si facciano rispettare le regole e vigileremo sull’impegno assunto in questo senso dall’assessore Mai di fronte ai cittadini. Resta il fondato sospetto che, se il MoVimento 5 Stelle non avesse sollevato il caso, Mai starebbe ancora facendo sogni profondi e la vicenda non sarebbe mai stata resa pubblica” conclude Fabio Tosi.

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