In Liguria crescono le imprese giovanili, femminili e straniere

Giovani, donne e stranieri puntano sull’imprenditoria, forse anche per superare le difficoltà nel trovare un’occupazione stabile. L’impegno profuso e la campagna fortemente sostenuta e promossa dal sistema camerale a favore della nascita di nuove imprese, accompagnata da un’adeguata formazione rivolta ai neo imprenditori, comincia a dare i suoi frutti: secondo i dati forniti dall’ufficio Statistica e Studi di Unioncamere Liguria nel 2017 il saldo tra iscrizioni e cessazioni risulta positivo e in aumento rispetto al 2016, in particolare per le imprese femminili che, dopo 5 anni, tornano a crescere. (imprese giovanili +1.470, femminili +32 e straniere +694 unità).

Nel panorama nazionale, la Liguria resta salda al 2° posto per tasso di imprenditorialità straniera (12,6%, 3 punti percentuali sopra la media italiana), subito dopo la Toscana; mantiene il 15° posto per quanto riguarda le imprese “rosa”(22,1%, di poco superiore al valore nazionale) e per le imprese giovanili (8,4% contro il 9,7% registrato in Italia).

Il settore preferito dai giovani resta il commercio, che incide per il 26% sul totale delle attività, seppur in calo del 3,8% rispetto al 2016, seguito dalle costruzioni, che perdono il 7,2% delle imprese. Settore che al contrario sta crescendo e riscuotendo sempre più interesse da parte dei più giovani, anche grazie allo spirito innovativo e creativo tipico delle nuove generazioni, è quello delle attività turistiche (+3,5%).
Quasi un’impresa femminile su tre svolge attività commerciale (in lieve flessione, -1,2%); seguono i servizi di alloggio e ristorazione, in aumento del 3,2% e altre attività di servizi (+1,1%), in particolare parrucchiere ed estetiste.

Gli stranieri, infine, preferiscono avviare la propria attività nelle costruzioni (+2,1% rispetto al 2016), settore in cui confluisce il 39% delle imprese straniere, seguito dal commercio (+3,4%) e dai servizi di alloggio e ristorazione (+9,5%). La comunità straniera più numerosa resta quella albanese (il 14,2% degli stranieri), seguita da quella marocchina (13,0%), rumena (7,9%) e infine cinese (6,1%).

Gli addetti delle imprese giovanili ammontano a 22.809 unità e rappresentano il 5% del totale degli addetti; rispetto al 2016 sono aumentati del 2,2%.
In aumento del 3,4% gli addetti delle imprese femminili: ammontano a 78.900 unità e rappresentano il 17,4% del totale degli addetti.
Le imprese straniere hanno visto sempre crescere in maniera costante il numero di addetti: tra il 2016 e il 2017 sono cresciuti del 5,4% raggiungendo quota 30.085 (il 6,6% del totale degli addetti).

LE TIPOLOGIE DI IMPRESA – Sono considerate imprese giovanili l’insieme delle imprese in cui la partecipazione delle persone “under 35” risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche attribuite; imprese femminili l’insieme delle imprese la cui partecipazione di genere risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche attribuite; imprese straniere l’insieme delle imprese in cui la partecipazione di persone non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche attribuite.

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