Autonomia Regione Liguria, approvata risoluzione in Consiglio regionale

L’intero Consiglio sarà coinvolto nelle trattative con il Governo sull’autonomia della Liguria. Il Consiglio regionale ha approvato oggi all’unanimità (Rete a sinistra/LiberaMente Liguria non ha partecipato al voto) una Risoluzione, sottoscritta da gruppi di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a proseguire il confronto con il governo per definire i contenuti di un’intesa, con il coinvolgimento del Consiglio regionale tramite una diretta partecipazione all’interno della delegazione dei rappresentanti di tutti i gruppi politici presenti in Consiglio regionale che condividano le modalità e i contenuti del confronto aperto con il Governo sui tavoli tematici: Ambiente, Salute, Scuola e Lavoro, Infrastrutture, Logistica portualità, Reti di trasporto; Governo del territorio, Demanio marittimo e montagna; Beni culturali con riserva di individuare ulteriori aspetti che potrebbero emergere anche nel corso delle trattative.

Il documento, inoltre impegna il presidente Toti a definire nell’intesa con il governo il complessivo assetto delle potestà normative con la definizione di rapporti chiari fra legislazione, potere regolamentare e relative finzioni amministrative, inserendo clausole di garanzia a favore dell’autonomia ottenuta rispetto alle successive leggi statali, anche di stabilità e coordinamento della finanza pubblica, affinché siano salvaguardati livelli adeguati di risorse finanziarie correlate alle competenze acquisite e non sia vanificato l’obiettivo di mantenere nel tempo l’autonomia conseguita, ottenere la garanzia dell’acquisizione di tutte le risorse necessarie al finanziamento integrale delle funzioni attribuite alla Regione.

La risoluzione, inoltre, chiede di garantire idonea costante e tempestiva informazione al Consiglio regionale sugli sviluppi della fase negoziale; assicurare opportune forme di coinvolgimento degli enti locali attraverso l’espressione del parere del CAL e il coinvolgimento di ANCI; assicurare forme adeguiate di coinvolgimento delle associazioni dei rappresentanti delle realtà imprenditoriali, delle parti sociali e delle autonomie funzionali nonché un costante monitoraggio degli sviluppi della trattativa. Infine, la risoluzione impegna la delegazione chiamata ad affiancare il presidente della Regione nell’ambito della negoziazzione con il governo ad attenersi a questi indirizzi.

Trasferimento di parte degli introiti fiscali dei porti liguri per opere strategiche. – È stata approvata all’unanimità anche la mozione integrativa, che ha come primo firmatario Raffaella Paita (Pd) ed è sottoscritta dai colleghi del gruppo, che impegna la giunta a proporre al Parlamento di trasferire parte degli introiti di natura fiscale e tributaria generati nei porti Liguri, per realizzare infrastrutture strategiche per lo sviluppo della Liguria. Una parte del gettito dei porti liguri –si legge nel documento – va reinvestita per finanziare, per esempio, la nuova diga foranea di Genova, il raddoppio ferroviario di Andora, il completamento della ferrovia Pontremolese e il tunnel della Fontanabuona.

Durante il dibattito Alessandro Piana (Lega Nord Liguria Salvini) e Angelo Vaccarezza (FI) hanno chiesto di aggiungere la propria firma al documento.

Dibattito sulle procedure per l’autonomie

La votazione sui due provvedimenti è stata preceduta da un lungo dibattito che ha riguardato anche le comunicazioni, illustrate in aula martedì scorso dal presidente della giunta Giovanni Toti, proprio sulle nuove forme di autonomia della Liguria

Giovanni Lunardon (Pd) ha rilevato che il percorso giusto per acquisire una maggiore autonomia regionale è quello della trattativa con il Governo e non il referendum. Lunardon ha criticato la delibera varata su questo argomento dalla giunta a dicembre rilevando che sarebbe stato necessario su questa materia avviare la trattativa con il governo con un atto del Consiglio e dopo un dibattito approfondito. Lunardon ha convenuto sulla necessità di ampliare il margine di autonomia fiscale dei porti liguri.

Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha evidenziato l’importanza del tema, tenuto conto degli scenari che si potrebbero aprire per la Regione e le relative risorse finanziarie che si potranno generare. Il consigliere ha rilevato che sarebbe stato opportuno interpellare su questi temi i cittadini e, rimarcando di essere favorevole ad una maggiore autonomia, ha detto che nella  delibera approvata dalla giunta ci sarebbe confusione sulle competenze.

Del medesimo pare anche un altro componente del Movimento 5 Stelle, Andrea Melis il quale ha ribadito che occorre puntare ad una maggiore autonomia. Secondo Melis sarebbe stato opportuno affrontare prioritariamente la questione con il territorio e ha posto l’accento sul settore porti: il loro sviluppo deve essere sinergico con quello delle comunità che li accolgono e con precisi paletti.

Il vicepresidente della giunta Sonia Viale ha rilevato che il tema dell’autonomia regionale è di interesse generale ed è affrontato a più livelli nel Paese. Viale ha sottolineato che dal dibattito di oggi in Consiglio è emerso un intento comune per arrivare ad uno strumento condiviso e utile per proseguire nella trattativa con il Governo. Il vicepresidente ha rilevato che questo documento comune rafforzerà il percorso della giunta nella trattativa e il testo, che impegna su punti specifici il presidente della giunta Toti, deve rientrare nel perimetro di azione indicato dal Consiglio regionale ed è un atto che, poichè incide fortemente sull’operato della giunta, non può non avere un consenso esteso. Viale ha auspicato che la delegazione sia composta anche da rappresentanti dei gruppi che affiancheranno Toti nella contrattazione, che si svilupperà su temi che hanno già un percorso tracciato e su argomenti nuovi affrontati dalla Liguria in sinergia con la Regione Piemonte. Il vicepresidente ha ricordato, a tal proposito, i tre tavoli tecnici su infrastrutture, portualità e logistica; sul governo del territorio e demanio; e il terzo tavolo sui beni culturali. Il vicepresidente ha auspicato un buon lavoro insieme da parte di tutte le forze politiche, che – ha detto – potrà essere un passo avanti verso l’autonomia delle Regioni.

Raffaella Paita (Pd) ha ribadito la centralità dei porti e delle infrastrutture nell’ambito dell’autonomia. Il consigliere ha dichiarato che il suo gruppo è favorevole ad una discussione comune che richieda il contributo della minoranza.  Paita ha ribadito che il suo gruppo è favorevole al processo per una maggiore autonomia, purché avvenga dentro un percorso rispettoso della Costituzione.

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini)  ha espresso apprezzamento per il percorso avviato da Toti e dalla giunta. Il consigliere ha ribadito che una maggiore autonomia significa anche maggiori entrate generate in maniera significativa soprattutto dai porti liguri. Piana ha aggiunto che l’autonomia porterà, oltre a maggiori risorse, anche la possibilità di legiferare su determinate materie, in modo che ci siano più ricchezza e sviluppo sul territorio. Il consigliere si è detto convinto che i porti liguri potranno concorrere ad armi pari con i grandi scali del nord Europa. Piana ha, inoltre, detto che una maggiore autonomia consentirà uno sviluppo della rete viaria ed infrastrutturale e ha chiesto di aggiungere la firma alla  mozione presentata dal  Pd.

Analoga richiesta è stata avanzata, a nome del suo gruppo, da Angelo Vaccarezza (Forza Italia) , il quale ha rimarcato di condividere il contenuto del documento in approvazione.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra & liberaMENTE Liguria) ha annunciato l’astensione del suo gruppo alla Risoluzione avanzando alcune perplessità sulla materia. Senza mettere in dubbio la buona fede dei proponenti del documento, si è dichiarato non convinto della pienezza delle questioni poste e ha rilevato che il tema dell’autonomia rischia di avere soprattutto un rilievo mediatico. Si è augurato, quindi, che il dibattito sia condotto con serietà.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha spiegato che non è discussione il valore dell’autonomia locale e territoriale rilevando che molte Regioni, anche nel Sud d’Italia, la stanno chiedendo e ritiene positivo che le risorse restino sul territorio. De Ferrari ha auspicato più relazioni fra i territori che chiedono più autonomia e il governo e ha dichiarato la disponibilità del gruppo a far parte dei tavoli nella trattativa nazionale.

I commenti a margine dei consiglieri e dei gruppi consiliari

Gruppo Pd in Regione Liguria. «Sull’autonomia il Gruppo del Partito Democratico in Regione si è ritagliato un ruolo di assoluto protagonista. Prima siamo riusciti a sgomberare il campo dal referendum inutile che la Giunta Toti aveva inserito nel bilancio e che sarebbe costato 5 milioni di euro ai liguri. Poi abbiamo presentato una mozione che ha portato a un dibattito da cui è scaturita una risoluzione comune, votata e approvata in modo bypartisan dall’aula. In questo documento si ribadisce che la Giunta Toti non andrà a Roma a discutere di autonomia sulla base della delibera che la stesa Giunta aveva approvato alcune settimane fa, ma in base ai singoli tavoli promossi dal Governo e a quelli nuovi richiesti in particolare da Piemonte e Liguria. Il Pd ha ottenuto anche di essere parte integrante della discussione, visto che a Roma andrà una delegazione con rappresentati di tutto il Consiglio; parallelamente, inoltre, si svilupperà, sempre grazie al nostro intervento, un percorso per coinvolgere la società ligure (enti locali, parti sociali), che finora era stata esclusa da questa discussione. Infine il Consiglio regionale oggi ha approvato all’unanimità una nostra mozione sull’autonomia finanziaria dei porti liguri (che movimentano il 60% delle merci in Italia) che consentirà di finanziare opere infrastrutturali strategiche come la diga foranea di Genova, il raddoppio ferroviario di Andora, il completamento della ferrovia Pontremolose e il tunnel della Fontanabuona, che consentiranno alla Liguria di fare un importante salto di qualità. questo per noi è il vero cuore della battaglia per l’autonomia.»

Alessandro Piana, capogruppo regionale Lega Nord Liguria. «Oggi l’Assemblea Legislativa della Liguria ha approvato la risoluzione sull’autonomia. Si tratta di un altro passo avanti per lo sviluppo del territorio.

La Regione Liguria, che contrariamente a quanto affermato dal centrosinistra non è una ‘regione assistita’, ha quindi intrapreso il primo giusto percorso verso una gestione autonoma e snella delle proprie risorse e degli investimenti strutturali nell’interesse dei nostri concittadini. Ad esempio, il solo porto di Genova genera un gettito di circa 4 miliardi di euro e il resto dei porti altri 4 miliardi. Oggi tali risorse ritornano sul territorio solo in briciole, mentre noi vogliamo mantenere l’extragettito reinvestendolo sul territorio.

Più autonomia significa quindi più ricchezza per i liguri, più posti di lavoro e maggiore efficienza anche in altre materie importanti, come la Sanità.

In riferimento alla presunta inutilità del referendum sull’autonomia, di cui parla il Pd, ricordo al partito di Renzi e Boschi che poco più di un anno fa è stato respinto il referendum costituzionale, costato circa 300 milioni di euro, che se fosse passato con la vittoria dei ‘Sì’ sarebbe andato nella direzione opposta di ciò che oggi anche il Pd rivendica per la Regione Liguria.

Per fare un esempio, l’Amministrazione non avrebbe potuto neanche più gestire il proprio bilancio regionale e non le sarebbe stato più consentito legiferare su molte materie di sua competenza. Una volta che al Governo del Paese ci sarà il centrodestra, con Salvini premier come noi tutti auspichiamo, siamo sicuri che la Liguria otterrà finalmente l’autonomia. Diversamente, se alle prossime elezioni vincerà il centrosinistra, saremo già pronti per approvare la proposta di legge regionale, depositata dalla Lega, e quindi indire il referendum come è avvenuto in Lombardia e Veneto».

Fabio Tosi e Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria.«Preso atto della mancanza di volontà da parte di Toti a dare la parola ai cittadini attraverso un referendum, il MoVimento 5 Stelle ha votato comunque a favore della risoluzione sull’Autonomia oggi in Consiglio regionale. Lo abbiamo fatto perché, pur non condividendo il metodo, sentiamo la forte necessità di avviare un percorso per il riconoscimento di maggiore autonomia decisionale e nella gestione delle risorse.

Il MoVimento 5 Stelle è pronto a fare la propria parte partecipando alla delegazione ligure che siederà al tavolo di confronto con il governo per contrattare forme di ulteriori autonomie per la nostra regione. Un percorso che dovrà essere il più possibile partecipato, informando Consiglio, commissioni competenti e i soggetti interessati come Anci e il Cal, e che dovrà individuare non solo le materie su cui chiedere maggiore autonomia ma anche verificare che esistano le risorse per farlo. Questo per noi è un punto fondamentale da portare al tavolo e su cui chiedere garanzie e tempi certi.

Il riconoscimento dell’autonomia regionale è uno dei punti principali nel programma nazionale del MoVimento 5 Stelle e si dovrà concentrare su materie prioritarie per il futuro della Liguria, in primis ambiente e porti. In particolare, i porti rappresentano la più grande azienda per le nostre città, ma pagano oggi una profonda scollatura nei confronti delle comunità che li ospitano. Se vogliamo davvero rilanciare i nostri porti e il loro ruolo chiave nell’assetto economico e sociale ligure dobbiamo ridurre questo scollamento e ricompensare i territori e i suoi cittadini. L’occupazione da sola non basta se non riusciremo a creare un rapporto virtuoso tra il porto e le città, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di salvaguardia ambientale.»

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