Ad Albenga, in Italia, un uomo può morire di stenti

di Redazione Corsara  Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera che ci ha inviato un amico di Paolo Palazzo, l’uomo morto di inedia qualche giorno fa.

Tre giorni fa è morto Paolo Palazzo, è morto di freddo e fame, da solo in casa sua, nel suo appartamento, di fronte a palazzo Oddo. Aveva 52 e rotti anni, di Albenga, sempre vissuto e lavorato tra Alassio e Albenga. Da qualche anno non se la passava benissimo, lavoretti casuali, e negli ultimi mesi, anche quelle poche cose da fare sono finite e lui è rimasto senza soldi, senza lavoro, nell’incapacità di pagarsi anche la bolletta della luce (era senza luce da mesi e mesi). Non ha mai fatto male a nessuno, era conosciuto da tutti come Paolino, era di indole gentile, non aveva amici importanti o conoscenze.

L’anno scorso abbiamo fatto quattro chiacchiere, mi ha spiegato che era senza lavoro, così gli ho fatto un curriculum, dato i contatti per trovare un impiego e aperto una mail (inutile,  non aveva neanche i soldi per andare in un internet point, ma necessaria per un cv europeo), giusto le tre cose che in quel momento mi sembravano utili. Non ho fatto altro, in effetti a parte un ciao ogni tanto, non mi sono più interessato a lui, il lupo universale e che ci rende quello che siamo, fa parte anche di me.

In effetti avrei potuto fare di più e per questo sono punibile come chiunque. Oggi però mi chiedo come sia possibile che a cavallo con il 2018, un italiano  (non dico “italiano” perché sia da considerarsi migliore di un altro disgraziato, ma per lo meno, non dovrebbe essere invisibile ad un sistema burocratico e amministrativo che in teoria dovrebbe conoscerlo dalla nascita), di Albenga, giovane, possa morire di freddo in pieno centro. Dove sono i servizi sociali, il comune, l’Asl e tutte le istituzioni che paghiamo? Come è possibile che una fascia debole come Paolino, non sia mai stata monitorata, che il suo reddito non sia mai stato verificato per valutare o meno se era sotto la soglia di povertà e quindi bisognoso di aiuto?

In Inghilterra, non su Marte, un cittadino, riceve dal comune di Londra un assegno che compensa il suo basso stipendio, in quanto al di sotto dei parametri che monitorano età, luogo di residenza e altri fattori che potrebbero compromettere la sua sostenibilità economica. È possibile che anche questi strumenti banali siano per noi fantascienza?

Insieme ai disgraziati come Paolino, ho conosciuto tanti, indebitati, stanchi, che convivono con la disperazione come se fosse normale. Persone che non si suicidano perché sono degli eroi. Se ci sono gli strumenti per evitare che cadano tutti come birilli, è necessario e doveroso che si conoscano, e in caso contrario, è d’obbligo che vengano creati (non come la legge “anti suicidi” che conoscono in pochi ed è troppo limitata per funzionare).

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