Su la Testa 2017 seconda serata

 

di Alfredo Sgarlato – La seconda serata di Su la Testa 2017 è preceduta al pomeriggio dall’incontro “Su la Testa… oltre le frontiere!”, presentato da Davide Geddo, in cui la fotografa Valentina Tamborra ha mostrato il suo progetto “La sottile linea rossa”, ovvero il confine tra Italia e Francia, raccontando con foto, video e parole, il dramma di chi fugge da persecuzioni religiose e politiche, venendo spesso respinto. Un giovane racconta in prima persona le sue vicissitudini, e intervengono operatori che lavorano nel settore, come Luca Musella di “Find the cure” e Alberto Costa di Jobel. Non manca la parte musicale con Edoardo Chiesa e Mauro Pinzone che presentano nuove canzoni.

La seconda serata doveva aprirsi con Il Pan del diavolo, ma un malanno li costringe al forfait. Niente paura, al loro posto qualcosa di completamente diverso ma altrettanto valido, gli Gnu Quartet. I genovesi presentano il nuovo album “Untitled” spiegando che i discografici non sanno in quale scaffale mettere i loro dischi: la formazione è classica, tre archi e flauto, lo stile e l’impatto della band sono pienamente rock. In questo disco abbiamo tutte composizione autografe intitolate semplicemente Idea, più un numero progressivo, per lasciare alla fantasia dell’ascoltatore più spazio possibile. I quattro hanno raggiunto un livello davvero alto, l’interplay tra i musicisti è perfetto, a turno svolgono le funzioni di solista e ritmica, creando un suono classico e modernissimo allo stesso tempo. Benché il tempo sia tiranno il bis è inevitabile. Al termine la flautista Francesca Rapetti, come tutte le artiste donne che si sono esibite, riceve una rosa gialla donata dallo Zonta Club Albenga-Alassio.

Cambio radicale stilistico e geografico con Jono Manson, Jaime Michaels e Radoslav Lorkovic, con Paolo Ercoli alla chitarra slide, che ripropongono le atmosfere dell’ “hootenanny”, le serata musicali dei locali della provincia americana. A turno uno canta le proprie canzoni, e gli altri lo accompagnano a chitarra e piano. Tra country e rock, storie di vita e di sogni, belle voci, specie quella calda di Lorkovic che ricorda un poco Van Morrison, sincerità, un’atmosfera intima di amicizia che coinvolge anche il pubblico. Viene consegnata la Targa Pisani, in memoria dello storico gestore del Teatro Ambra, a Kronoteatro, come realtà locale che si è imposta a livello nazionale, è notizia di ieri la vittoria del premio Rete Critica 2017 a Padova.

Quindi arrivano sul palco i Seawards, due giovanissimi di Imperia che si presentano semplicemente come Giulia, voce, e Francesco, voce e chitarra. Stupiscono con la loro professionalità e la capacità di tenere il palco: spigliati, tecnicamente già ineccepibili, gran voce lei e bravo chitarrista lui, la dimensione live gli si addice e con queste basi possono davvero fare strada.

Una serata molto convincente finisce col botto: Ginevra Di Marco, signora della canzone italiana, accompagnata dai fedeli Francesco Magnelli alle tastiere e Andrea Salvadori alle chitarre, regala una performance indimenticabile. Il nuovo disco “La rubia canta la negra” riprende il repertorio della grandissima Mercedes Sosa, cimento che potrebbe stendere chiunque ma non lei, che intensa e generosa si cala perfettamente nel mondo dell’artista argentina. Sia le canzoni più intime come la famosa Todo cambia o la splendida Alfonsina y el mar, che quelle riviste in un’elegante chiave trip hop come El cosechero o El violin de Becho, regalano straordinarie emozioni. Omaggi ai grandi della canzone sudamericana come Violeta Parra e Atahualpa Yupanqui, e quando il gruppo viene chiamato per il bis, Malarazza di Modugno viene dedicata a Margherita Hack, grande donna che manca a tutti noi. Il pubblico felicissimo si reca al dopofestival in attesa della terza serata, anche questa con prologo alle 17 a Palazzo Scotto Niccolari.

*Foto di Paolo Moretti e Maurizio Cardillo

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*