Loano e la voce del mare

Giovedì 24 agosto, Loano testimonia il suo legame con il mare con l’iniziativa “Loano e la voce del mare”, organizzata dall’Associazione Culturale Marinara ”Lodanum”, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo, Cultura e Sport del Comune di Loano e la collaborazione della Guardia Costiera di Loano, Marina di Loano, Associazione Pescatori Professionisti, Sindacato Bagni Marini Loano, Accademia Modern Jazz Dance, Associazione Vecchia Loano, Associazione Sportiva La Bussola, l’ASCOM Loano, il Circolo Nautico Loano, Associazione Attimo Danza, Istituto Comprensivo Loano-Boissano, UNITRE Loano, ALA (Associazione Albergatori Loano).

L’evento, che si svilupperà nel corso di tutta la giornata, prenderà il via con l’arrivo dei pescatori de del pescato nel porto di Loano sulla banchina a loro dedicata.
Alle 9.30, la sede dell’Associazione Pescatori Amatoriali ospiterà i bambini interessati a conoscere il mestiere del pescatore e i segreti della pesca e del mare.

Dalle ore 10.00 fino alle 12.00 il Circolo Nautico di Loano sarà protagonista con la vela. Bambini e ragazzi potranno sperimentare una uscita in mare gratuita con l’istruttore.
Sempre dalle 10.00, nei locali della Marina di Loano e della Guardia Costiera si terranno proiezioni a tema. Fino alle 12 si potrà inoltre visitare il Museo del mare nel Palazzo Kursaal e in Orto Maccagli l’esposizione di attrezzature da pesca.
Per tutta la mattinata il trenino accompagnerà gratuitamente i visitatori nei vari punti animati della città. La prima partenza alle ore 8,45 da Piazza Mazzini.

Alle 17.00 sul litorale si potrà ammirare la sfilata di barche a vela organizzata dal Circolo Nautico di Loano e i bagni Medusa ospiteranno le dimostrazioni di salvataggio con cani in mare.
Nel dehors del Bar Rino si potrà ammirare per l’intera giornata la mostra di modellini navali.

Alle ore 21.00 nell’Arena Estiva Giardino del Principe prenderà il via la serata di spettacolo “Loano e la voce del mare”, che ha l’obiettivo di raccogliere fondi a favore del Museo del Mare.
Giunta alla seconda edizione, l’iniziativa si propone di far conoscere la storia della marineria loanese. Quest’anno la serata è dedicata alla nascita e allo sviluppo dei cantieri navali.
Il tema dei cantieri navali e del mare sarà il filo conduttore dei tanti momenti di spettacolo e di riflessione, resi possibili dalla partecipazione di tante associazioni culturali e sportive che hanno aderito all’iniziativa.

Il programma della serata prevede coreografie di danza classica e moderna di Lorella Brondo, di ballo Hip Hop di Ilaria e Riccardo Marano ed esibizioni canore. Saranno presenti gli allievi della Scuola Attimo Danza Loano e dell’Accademia Modern Jazz Dance. Lo spettacolo lascerà spazio a letture di prosa e poesia e a testimonianze e racconti sulla marineria loanese.
A condurre la serata sarà il giornalista de La Stampa Stefano Pezzini. La direzione artistica della serata è affidata a Teo Chirico.

Museo del Mare — L’Associazione Lodanum ha realizzato da ormai molti anni, una piccola struttura di tipo museale nella quale custodisce ed espone oggetti e documentazione sulla marineria loanese e del ponente savonese. L’Associazione ha raccolto numeroso materiale storico-culturale quali libri, documenti, fotografie, modellini che testimoniano il passato marinaro del territorio. Tale patrimonio è esposto nel salone centrale del Palazzo Kursaal.
Si tratta di una retrospettiva storico-documentaristica della Loano marinara e turistica attraverso immagini, disegni, documenti, oggettistica.

La mostra raccoglie fotografie originali d’epoca, modellini di nave riprodotti in scala e oggettistica ed equipaggiamento marinaro.
Le fotografie rappresentano un tracciato storico-culturale che parte dalla seconda metà dell’800 e giunge alla prima metà del ‘900.
La rassegna offre immagini di inizio novecento raffiguranti l’attività di pesca, l’attività cantieristica e l’esordio dell’attività balneare. La fotografia aiuta poi a ricostruire le trasformazioni dell’economia, del paesaggio, dell’ambiente e della società nel corso di tutto il novecento fino ad arrivare agli anni ’50.

Una ricca documentazione testimonia lo sviluppo mercantile, l’impulso nei traffici marittimi e la cantieristica dell’800.
Nella mostra figurano, poi, le immagini di palombari loanesi che hanno partecipato a missioni di fama internazionale come il recupero dello Scirè a largo di Haifa.
Nell’oggettistica vanno segnalati numerosi manufatti realizzati dai marinai loanesi durante gli imbarchi sulle navi mercantili e attrezzature di cantiere, corredi da velai, e una ricca collezione di materiali per le telecomunicazioni.

Cantieri navali

Nella storia di Loano assunse fin dall’epoca dei Doria un’importanza fondamentale il commercio marittimo e l’attività legata alla cantieristica navale, fino a raggiungere il culmine con la metà del XIX sec., quando si raggiunse l’apice per numero di navi e rilevanza dei traffici commerciali.
L’esistenza di cantieri navali è attestata fin da metà del 1500, presumibilmente collocati nell’arenile antistante il Borgo di Dentro, dove si costruivano le galee dei Doria e imbarcazioni commerciali.
L’attività dei cantieri raggiunse ritmi insuperati nel periodo che va dal 1815 al 1875, quando furono oltre cento i bastimenti realizzati dai diversi cantieri operanti in città: diverse famiglie loanesi si arricchirono notevolmente grazie al fiorire dei traffici, che in breve raggiunsero ogni porto del mediterraneo per arrivare fino a Odessa sul mar Nero e sulle coste africane oltre Gibilterra. Il declino fu repentino e coincise con lo sviluppo di nuove navi a vapore, e fu causato anche dalla mancata realizzazione di adeguate infrastrutture portuali e stradali per smistare le merci nel vicino Piemonte e Lombardia.
In epoca sabauda Loano era l’approdo di riferimento per scaricare il sale proveniente dalla Sardegna, che veniva trasportato fino in Piemonte a dorso di mulo.

Nascita dei cantieri navali loanesi

All’inizio della seconda metà del secolo diciottesimo, due giovani di Varazze di cognome Amico e Cerruti, figli di costruttori navali, poiché i tempi richiedevano sempre più aggiornamenti nell’arte cantieristica, partirono a bordo di un gozzo ligure a vela, alla volta di Tolone, ove quest’arte aveva raggiunto già allora, a detta degli esperti, l’eccellenza nei suoi cantieri. Dopo un anno di specializzazione e dopo aver ricevuto un attestato governativo, fatte proprie le tecniche relative alla costruzione degli scafi e conosciuti tutti i loro segreti, decisero di riprendere il mare per tomare a Varazze.

Proprio al largo di Loano la barca fu sorpresa da un terribile temporale che li costrinse a tentare l’approdo sulla spiaggia del paese. I due naufraghi furono accolti da famiglie ospitali presso le quali rimasero parecchi giorni a causa del cattivo tempo, aiutando i pescatori nella manutenzione e riparazione delle barche. A Loano conobbero due ragazze, si sposarono e in breve tempo, grazie all’aiuto di parenti e amici, aprirono un cantiere navale.
All’epoca una attività del genere poteva sorgere ovunque in riva al mare, purché la profondità dell’arenile lo consentisse. In quel periodo non c’erano molte apparecchiature fisse, macchinari sofisticati, gru, capannoni. Era necessario un numero ridotto di attrezzi manuali e tanto “olio di gomito”. Si delimitava l’area con una palizzata e via!
I due soci in seguito si divisero e Amico tenne per sé la parte dove attualmente si trova il “Kursaal”, mentre Cerruti tenne la parte di ponente pressappoco dove ora sorge il “Residence” Perelli.
Furono loro che diedero vita alla costruzione di barche quali velieri, gondole, gozzi e brigantini, che essendo in legno portavano lavoro all’intera popolazione. Venivano interessati diversi settori e attività: i boscaioli per il legno, i fabbri per la costruzione di ancore, gavitelli e boe con catene, i contadini che coltivavano la canapa fatta poi macerare per fare i filati, i maestri cordai, le botteghe per le bandiere. C’erano tanti mestieri che traevano profitto dai cantieri e tutti i ceti sociali venivano coinvolti ottenendo un buon utile da questa attività.
Dopo il 1875 iniziò, però, un lento declino dei cantieri, gli ordini per la costruzione dei grandi velieri in legno iniziarono a diminuire in quanto venivano via via sostituiti dalle imbarcazioni in ferro che montavano i motori, delle grosse caldaie a legna o a carbone che producevano più potenza e di conseguenza più velocità.
Questa decadenza coinvolse, purtroppo, tutta la popolazione loanese, provocando grossi disagi economici.