Terreni Creativi 2017 terza serata

di Alfredo Sgarlato – Albenga. Si chiude presso RB Plant l’ottava edizione di Terreni Creativi. Apertura con “Vous ètes pleine de desespoir”, azione scenica ideata e interpretata dalla compagnia Teatro delle Moire con Alessandro Bedosti. Un compianto funebre su un misterioso cadavere. Due persone protette da tute lo portano in scena, puliscono intorno alla salma. Poi appare una donna, forse malata o folle. Un’opera forte, intensa, di cui però è difficile penetrare a fondo il significato simbolico, scatenando così il dibattito tra gli spettatori, del resto la catarsi, come scrivevano i Classici, è la funzione del Teatro.

Identità, Storia, rapporto con l’altro sono alla base anche del secondo lavoro della serata, “Acqua di colonia”, di e con Elvira Frosini e Daniele Timpano. Due attori riflettono sull’immigrazione, e immaginano di mettere in scena uno spettacolo a partire dal grande tema rimosso, il colonialismo, e in particolare quello italiano. Le frasi fatte si alternano alle citazioni, e lo spettatore scopre quanto poco sa sul colonialismo. La satira scorre veloce, a momenti anche troppo, testi di filosofi e intellettuali anche al di sopra di ogni sospetto come Kant o Croce, si combinano con la lirica come con le ridicole canzonette del regime, a mostrare come nella storia italiana tragedia e pagliacciata si sono sempre compenetrate. Metateatro (ma non ancora ai livelli dei fuoriclasse Fanny e Alexander visti la prima serata), divertimento, riflessioni, dubbi.

E ancora una volta è una riflessione su identità e dubbi il gran finale del festival, “Utopia”, di e con Leo Bassi, per la seconda volta ospite di Terreni Creativi. Bassi parte da Diogene per continuare con spunti autobiografici, come il racconto di quando, dopo aver fatto uno spettacolo sulla Bibbia, rischiò di saltare in aria con tutto il teatro per mano di un fanatico religioso. Si definisce un buffone, non un cabarettista, cioè un uomo libero. E lo è, e narrando, ballando, facendo azioni buffe e  imprevedibili, il mangiafuoco, lo spogliarellista, il distruttore di oggetti, e improvvisando e interagendo col pubblico; è esilarante e persino commovente, quando ricostruisce la storia della propria famiglia con foto e filmati addirittura opera dei Fratelli Lumiere.

Ho scoperto Leo Bassi da ragazzo, quando filtrava in programmi notturni quella cultura alternativa rappresentata da Frigidaire, Il Male, la musica new wave, le compagnie teatrali d’avanguardia, che era al di fuori dei dogmi e dei conformismi sia della cultura che della controcultura ufficiali, e vederlo dal vivo è sempre per me un emozione fortissima. È veramente un uomo che ha saputo essere sé stesso e fare di sé stesso la propria vita e professione.

Con la musica lounge di Manu!, il più bravo DJ della Riviera, si chiude un’edizione di Terreni Creativi che ha riscontrato un aumento di presenza di pubblico (sentivo un critico commentare che è uno dei pochissimi festival teatrali con un pubblico non solo di addetti ai lavori), tra cui molti giovani. Seminare dubbi era lo slogan della manifestazione, e l’intento è riuscito, con una serie di spettacoli che spesso hanno diviso il pubblico tra amanti e detrattori, ma sempre di alto livello, intelligenti e divertenti. Chapeau a Kronoteatro che resiste in un’epoca storica e politica che considera cultura e idee spese da tagliare.

*Foto gentilmente fornite da Kronoteatro