Terreni Creativi 2017 seconda serata

di Alfredo Sgarlato – Albenga. Seconda serata per l’ottava stagione di Terreni Creativi presso l’azienda agricola Terraalta. Si inizia con “Mangiare e bere letame e morte”, azione di teatro danza ideato da Davide Iodice e Alessandra Fabbri, che è da sola in scena. A partire da un aneddoto su due pappagallini innamorati si parla di amore, di solitudine, di rapporto tra artista e spettatore (fondamentalmente due persone sole, secondo l’autore, il che spesso è vero), il tutto espresso non solo dal testo ma soprattutto dal gesto della brava interprete. Spettacolo molto apprezzato dal pubblico, io personalmente trovo che un’opera d’arte che porti il realismo all’estremo oggi, che ogni limite è stato superato, sia datata. Mi chiedo oggi cosa sia davvero provocatorio, “forte”, e per quale pubblico, e perché… io non ho risposte, ho solo dubbi, del resto “Seminare dubbi” è lo slogan di questa edizione di Terreni Creativi.

Si cambia totalmente registro con “Il desiderio segreto dei fossili” scritto e interpretato da Luciana Maniaci e Francesco d’Amore con David Meden. In un paesino dove non esistono l’acqua, le nascite, la morte e tutto è fossilizzato in rituali stereotipati e inutili il bellone fedifrago della telenovela esce dallo schermo e diventa reale. Ma anche la nuova realtà sarà molto difficile da affrontare. Vero/falso, realtà/televisione, tradizione/novità, femminile/maschile sono alcune delle dicotomie affrontate dai tre interpreti, molto giovani ma già molto maturi, in uno spettacolo divertente, a tratti esilarante, ma complesso e fecondo. Far ridere con intelligenza e senza essere scontati, ecco la sfida che la compagnia Maniaci d’amore riesce a vincere.

Finale con un nuovo cambio di registro, con “Milite ignoto-Quindicidiciotto”, monologo di e con Mario Perrotta, autore-interprete già più volte presente alle rassegne di Kronoteatro. Un soldato, seduto su alcuni sacchi e con magnifici ulivi a fare da sfondo, è reduce dalla Grande Guerra. Ha perso  parzialmente la memoria, ricorda i fatti, ma non sa più chi è. È nessuno, è tutti, e i mille dialetti di un popolo che la guerra unì in maniera tragica si alternano continuamente nel testo, con una qualità di scrittura altissima e una fortissima interpretazione di Perrotta, che si conferma autore e attore tra i migliori in circolazione.

Ancora una volta i temi dell’identità e del rapporto tra realtà e finzione hanno innervato una serata di spettacoli di alto livello, conclusa dalle musiche elettroniche di Kid Loco, DJ parigino tra i più gettonati nei club di tutta Europa, che hanno fatto scatenare le danze. Si chiude stasera presso RB Plant.

*Foto gentilmente fornite da Kronoteatro