Il trio Kind of Bill incanta Albenga

di Alfredo Sgarlato – “Kind of Bill” è il nome del trio con cui il pianista genovese Dado Moroni omaggia Bill Evans insieme a Eddie Gómez e Joe LaBarbera, ultima sezione ritmica del magnifico pianista del New Jersey. Evans, più di ogni altro pianista, ha codificato la formula del trio, portando ai massimi livelli l’ “interplay” ovvero il dialogo tra i musicisti. Per farlo ha collaborato con i massimi innovatori della tecnica del contrabbasso, come Scott LaFaro, purtroppo precocemente scomparso e, appunto, Eddie Gómez, e con batteristi che sapevano interagire senza strafare o rimanere relegati sullo sfondo. Kind of Bill è anche il titolo di una composizione di LaBarbera, la seconda eseguita del formidabile trio ieri sera ad Albenga, in cui il batterista riprende perfettamente le peculiarità stilistiche di Evans: l’amore per i tempi dispari, i cambi repentini di ritmo, la sensibilità melodica.

Da parte mia ho sempre pensato a Dado Moroni come al Bill Evans italiano (lui, con grande modestia, conferisce il titolo ad Andrea Pozza, che io sento più affine a Chick Corea) per la purezza del tocco. Ieri sera ha interpretato al meglio le pagine del repertorio evansiano, sia splendide composizioni autografe come Turn out the stars, che classici della canzone americana come My foolish heart (Victor Young/Ned Robinson, 1949) o composizioni di altri giganti del jazz come Solar di Miles Davis e Olèo di Sonny Rollins.

La strabiliante tecnica del trio non scade mai in inutili raffiche di note, ma è sempre al servizio della melodia, della profondità emotiva del compositore. Anche nei temi più veloci Moroni non perde mai la cantabilità del tema, con a solo sinuosi, ricchi di pathos, con fraseggi di bellezza e precisione uniche. Eddie Gómez non è solo un ritmo, è un elegante solista, prodigioso il suo a solo con tecnica percussiva in Olèo. Confesso: ascolto jazz fin da ragazzino, ma non avevo mai visto Gómez dal vivo, quando ho saputo che avrebbe suonato a pochi metri da casa mia ho rischiato di svenire. LaBarbera, oltre che valido compositore è il batterista perfetto per un trio: swingante, geometrico, mai sopra le righe. Soli e breaks sono sempre molto raffinati, e l’intesa fra i tre è notevole.

Un concerto magnifico per chi ama il jazz, un doveroso applauso, oltre che ai tre meravigliosi musicisti, va a chi ha organizzato la serata, l’associazione Le Rapalline in Jazz insieme al Comune di Albenga, alla Fondazione Oddi, agli sponsor che hanno contribuito, col rimpianto però che una serata come questa, in una città che ha ambizioni culturali e turistiche, dovrebbe essere la norma e non un unicum.

*Foto di Mary Caridi