Liguria, nuovo programma dei servizi di trasporto pubblico regionale locale

Liguria. Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra) e 13 contrari (minoranza) è stato approvata la Proposta di deliberazione 50 “ Atto di programmazione in materia di trasporto pubblico regionale e locale”  che provvedere a definire le linee strategiche per la riorganizzazione del settore in un’ottica di efficacia ed efficienza. Il  Programma individua un nuovo metodo di ripartizione del Fondo Regionale Trasporti tra i 4 Ambiti territoriali ottimali definiti dalla legge regionale 33/2013 (Città Metropolitana di Genova e Enti di area vasta di Imperia, La Spezia e Savona) basato su criteri maggiormente legati sia al servizio che alla domanda di trasporto pubblico, in particolare: popolazione e domanda di trasporto pubblico, sostenibilità ambientale e livello del servizio ferroviario.

Il passaggio al nuovo sistema di riparto avverrà in modo graduale, infatti per il primo triennio di applicazione il 95% delle risorse sarà distribuito in continuità con le percentuali attuali mentre solo il 5% sarà ripartito secondo i nuovi criteri. Nei trienni successivi la distribuzione storica si ridurrà progressivamente (da 95% a 90%) aumentando proporzionalmente il peso degli altri criteri di riparto, al fine di adeguare progressivamente la ripartizione delle risorse alle mutate condizioni di contesto.

Il Programma definisce il livello dei servizi minimi su gomma in ogni Ambito, partendo dall’ammontare delle risorse disponibili (risorse regionali costanti ed ulteriori componenti positive) in rapporto al costo unitario chilometrico dei servizi di ogni Ambito. Il costo del servizio, infatti, è differente nelle varie realtà aziendali liguri e dunque bisogna tenere conto che laddove esistono costi maggiormente efficienti gli Enti potranno acquistare maggiori servizi a parità di risorse stanziate. Non esisterero quindi penalizzazioni, in quanto le diverse percentuali non derivano da scelte discrezionali della Regione, ma solo da elementi oggettivi propri di ogni ATO.

Il Programma propone un modello di produzione chilometrica classificata come servizio minimo per ciascuna linea del programma di esercizio vigente, garantendo il mantenimento integrale della coppia di corse in ambito extraurbano, fermo restando che gli Enti di Governo hanno il compito di individuare puntualmente i servizi minimi ed aggiuntivi ciascuno nel proprio ambito attraverso i Piani di bacino. Il Programma, inoltre,  definisce nuovi criteri di politica tariffaria per i servizi urbani ed extraurbani uniformi al livello regionale, promuove azioni di contrasto all’evasione tariffaria, che sottrae quote importati di risorse al sistema del trasporto pubblico, e promuove la realizzazione del Sistema di Bigliettazione Elettronica integrata su tutto il territorio regionale con benefici per utenti, operatori ed Enti.

Il documento, inoltre,  definisce il sistema di monitoraggio dei servizi dal punto di vista quantitativo, qualitativo ed economico, per verificare il raggiungimento degli obiettivi di efficacia ed efficienza di ogni azienda. Infine il Programma definisce le linee guida per gli Enti di Governo per la redazione dei Piani di Bacino e per le procedure di affidamento dei servizi per il prossimo periodo.

Giovanni Lunardon (Pd) ha criticato il provvedimento, affermando che presenta numerose contraddizioni: ha evidenziato che il programma non si pone, tra gli obiettivi, il miglioramento del servizio e neppure quello di aumentare il numero degli utenti. «Non c’è – ha detto – alcun obiettivo di qualità». Il consigliere ha, inoltre, rimarcato che il programma si basa su costi standard  riferibili al 2012 e, quindi, – ha puntualizzato – non tiene conto del contratto collettivo nazionale e dell’aumento del  costo del gasolio.  «Tutele previsioni rischiano di essere viziate da questo fatto» ha concluso, sottolineando poi che anche la parte relativa al monitoraggio sarebbe da riconsiderare.

Marco De Ferrari (Mov5Stelel) ha definito il piano «un documento con una visione solo economicista» e che non potenzia il servizio.«Questo documento è rimasto integro in tutta la sua aridità – ha aggiunto – nonostante il lungo percorso in commissione». Il consigliere ha definito «spezzatino» la divisione in quattro lotti; il piano, inoltre, non garantirebbe i servizi minimi essenziali. De Ferrari ha criticato gli alti costi previsti per attuare la bigliettazione elettronica che sarebbe «solo uno spot elettorale», mentre quelle risorse – ha spiegato – avrebbero potuto essere utilizzate per rinnovare il parco automezzi. Forti critiche sono state espresse, infine, sull’orientamento ad appaltare le linee collinari e ha paventato il rischio di un progressivo abbandono del trasporto pubblico da parte degli utenti. «In questo documento – ha concluso – non appare quindi una visione di ampio respiro»

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra- Libera-MENTE Liguria) ha dichiarato che la questione pare sia stata affrontata da un punto di vista ragionieristico, «poiché non si tiene conto degli elementi di qualità e sviluppo» e ha puntualizzato che non sono previsti obiettivi di qualità. Pastorino, riferendosi ai costi standard, a suo avviso non aggiornati,  ha detto che si rischia di avere un programma non più adeguato ai tempi, sotto diversi punti di vista: «Si fa un conto previsionale – ha concluso – non aggiornato e non credibile».

Francesco Battistini (Rete a Sinistra- Libera-MENTE Liguria) ha annunciato il voto contrario, sottolineando che il  piano non coglie importanti sfide che avvicinerebbero gli utenti al trasporto pubblico. In primo luogo, a suo avviso, bisognerebbe puntare sull’ ecosostenibilità e all’utilizzo di mezzi ad idrogeno ed elettrici. Secondo Battisitni bisognerebbe non tagliare le corse, ma renderle più capillari ed andare verso una tariffazione più abbordabile . Secondo il consigliere, inoltre,  manca una reale integrazione ferro-gomma e occorrerebbe pensare alle fasce più deboli, provvedere anche  all’abbattimento di barriere architettoniche  per permettere agli utenti disabili di accedere autonomamente al servizio.«Invece – ha detto – qui si parla solo di bilancio».

L’assessore ai trasporti Gianni Berrino ha invitato i consiglieri d’opposizione, che hanno avanzato critiche sul programma, ad una maggiore concretezza, ricordando a tal proposito che «abbiamo 200 milioni con cui far funzionare il TPL in Liguria sia per gli autobus sia per i treni». Ha poi puntualizzato che per quanto riguarda la bigliettazione elettronica, la gara è stata bandita, ed entrerà in funzione ufficialmente nei primi mesi del 2019 e ha ribadito che con le risorse disponibili l’amministrazione cerca di far funzionare nel migliore dei modi il tpl. Per quanto riguarda il bacino unico, ipotizzato dalla precedente giunta, Berrino ha ricordato che l’attuale giunta si è schierata contro i ricorsi presentati dalle aziende appartenenti agli enti locali.

Ma i termini per le gare scadranno nel 2019 e quindi occorre comunque agire e scegliere i quattro bacini «che – ha detto – non sono fatti per punire qualcuno o favorire qualcun altro». Ha, infine, ricordato che dal dicembre 2015, dall’inizio dell’orario cadenzato, su Genova città sono stati investiti 1,5 milioni di euro l’anno in più per i treni, che hanno portato Genova ad avere un treno ogni quarto d’ora.