Savona, Montaldo: “ATA sull’orlo del precipizio”

“ATA sull’orlo del precipizio, ma è già stato avviato il percorso per il cambio di rotta”. Così Silvano Montaldo, Assessore con delega alle Società Partecipate del Comune di Savona, commenta la situazione della società partecipata ATA Spa. “ATA ha trasmesso le risultanze contabili dell’anno 2016, che chiude con una pesantissima perdita di € 2.185.856, mitigata da € 278.809 di imposte anticipate, quindi con un risultato civilistico negativo di € 1.907.047”.

I numeri relativi alla società risultano alquanto negativi. “Dall’analisi dei dati risulta che la perdita è composta da € 1.075.000 di deficit gestionale e la differenza per svalutazioni di immobilizzazioni oramai senza valore”. Una situazione ancor più difficile rispetto a quanto preventivato inizialmente: “Eravamo consapevoli fin da subito della necessità di approfondire i numeri che ci erano stati forniti inizialmente: lo stato di salute era apparso grave già da quando erano stati presi in esame i dati infrannuali, dai quali si intuiva che la situazione doveva essere necessariamente approfondita, per capire i veri numeri di ATA: mentre le situazioni infrannuali rappresentavano una situazione finanziaria all’apparenza consolidata, i risultati economici lasciavano un alone di dubbio. Per questo motivo abbiamo ritenuto di procedere con ulteriori e autonomi approfondimenti”, dichiara ancora l’Assessore.

“Dall’esame del bilancio dell’anno 2015 e dalle relazioni periodiche 2016 era di tutta evidenza che nonostante giungessero notizie rassicuranti, la realtà era differente: sebbene la società presentasse un piccolo utile annuale – piccolo, ma sempre utile – tutti gli anni il suo indebitamento cresceva, sia a causa degli investimenti che delle perdite capitalizzate. Un segnale che avrebbe allarmato anche gli studenti del primo corso di ragioneria, ma evidentemente è stato ignorato dalle precedenti gestioni. Da un esame puntuale, nonostante le richieste di contenimento della spesa fossero già state annunciate – anche a seguito della riduzione del canone corrisposto dal Comune di Savona e delle conseguenti modifiche del POD – i costi parevano fuori controllo, a cominciare dall’incremento delle spese per il personale, incremento accolto positivamente se riguardasse i livelli occupazionali e un miglioramento del servizio offerto alla Città, però così non è stato. Con l’aggiunta dell’area del Dianese i cantieri sono aumentati, ma i dipendenti e gli addetti su Savona sono rimasti in quantità invariata, anzi oggi diminuiti per mancate sostituzioni”, prosegue Montaldo.

Anno 2015 € 8.844.007 al 31.12.2016 € 10.079.048
“Dall’insediamento del nuovo CdA, abbiamo lavorato senza sosta, in stretto contatto con i consulenti incaricati, al fine di fare chiarezza sui numeri, sulla redditività delle commesse e sui costi che gravano su ATA; la trasparenza sui numeri non deve mirare solo alle verifiche sul passato, ma è strettamente necessaria per avere a disposizione tutti quegli elementi fondamentali per poter effettuare un adeguato piano di salvataggio; dall’esame delle cifre passa la strategia per la prosecuzione dell’attività o per la sua inesorabile sorte”, afferma. “Nulla di nuovo in merito alla situazione finanziaria, quella che è già stata diffusa non cambia: ATA, a fronte di debiti per € 19.023.384 (debiti vari 17.229.506, oltre al TFR 1.793.878) ha uno squilibrio finanziario di € 5.570.000 (€ 4.8 milioni verso fornitori e € 770.000 verso il Comune di Savona) per il quale, applicando l’articolo 67 della Legge Fallimentare (piano di riequilibrio finanziario), dovrebbe uscire dalla secca”.

“La relazione degli Amministratori e quella del Collegio Sindacale hanno evidenziato le cause della crisi e il modus operandi, che purtroppo hanno portato questa società al limite del baratro; una gestione priva di programmazione finanziaria e con superficialità progettuale ed economica. La situazione di ATA, che la Giunta Caprioglio ha ereditato, non è delle più semplici e impone scelte drastiche, ma occorre evidenziare cause e responsabilità, che sono principalmente ascrivibili a: a) situazione storica di una modesta patrimonializzazione; b) deliberazioni dei Comuni soci che hanno comportato investimenti non remunerativi con conseguenti oneri, quali ad esempio ‘Sacro Cuore’ e ‘discarica Passeggi’; c) deliberazioni dei Comuni soci che hanno comportato la modifica dei sistemi di raccolta dei rifiuti, con conseguenti investimenti a fronte dei quali non è stato pianificato una forma di finanziamento compatibile con la durata dell’investimento; d) investimenti senza corrispondente incremento della redditività, quali, ad esempio le strutture dei parcheggi (sopraelevazione, telepass, etc); e) recenti investimenti per l’avvio dei nuovi cantieri in Provincia di Imperia e di Savona, senza che sia stato ottenuto un finanziamento a medio termine, correlato alla durata dei contratti; f) investimenti storici, sproporzionati all’azienda, quali la sede e l’officina; g) mancato investimento sui mezzi operativi, con conseguente aggravio di spesa per il loro noleggio; h) contratti passivi di non immediata risoluzione; i) mancata pianificazione economica nell’acquisizione di nuovi cantieri, quindi, in buona parte in perdita; j) mancanza di una corretta organizzazione della struttura e dell’impianto contabile, in particolare per quanto riguarda il controllo di gestione”, puntualizza Montaldo.

“Il piano di risanamento e il conseguente piano industriale che viene presentato è decisamente impegnativo e occorrerà determinazione e capacità in quanto passa attraverso molteplici azioni, sia in termini di ristrutturazione finanziaria, industriale e sul personale. Nelle prossime ore verrà consegnato ai membri della Commissione sia il bilancio dell’esercizio che la relazione del Cda e del Collegio Sindacale, ove sono rappresentate in maniera puntuale le informazioni utili per ogni ulteriore approfondimento che si vorrà affrontare. In questo contesto mi pare opportuno dare una risposta alle tante richieste di chiarezza rivolte sull’operato di ATA e per le quali abbiamo sempre chiesto di pazientare; non si voleva nascondere nulla, non si voleva proteggere nessuno, ma si voleva solo ottenere dati e documenti certi affinché la città di Savona potesse fare la sua valutazione con scienza e coscienza e basandola su certezze, non su fantasie o sul ‘sentito dire’. ATA si può salvare, ma occorre un cambio di rotta a 360 gradi, in tutti i sensi: il percorso è già iniziato”, conclude Silvano Montaldo, Assessore alle Società Partecipate del Comune di Savona.