Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria, una proposta di legge sulla libera professione dei primari

Una revisione complessiva circa la libera professione extramoenia dei primari liguri, e l’abrogazione della tanto contestata legge regionale 5/2015 sono i contenuti della nuova proposta di legge di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria recentemente depositata in Regione.

«Ripercorriamo la vicenda: l’approvazione della legge 5/2015 provocò una profonda spaccatura nell’allora partito di maggioranza, il PD, e vide il voto contrario dell’assessore al bilancio e dello stesso assessore alla sanità. In quell’occasione una parte dell’opposizione, oggi maggioranza in Regione, tuonò con fervore accusando che questo, di fatto, era un “regalo” ai primari. Il pretesto era il taglio delle liste d’attesa (pagando, ovviamente), ma oggi sappiamo che quel provvedimento non ha sortito alcun risultato positivo; di più: ha ampiamente dimostrato di essere inutile. E allora perché tenerlo ancora in vigore? – dichiara il capogruppo Gianni Pastorino -. La nostra proposta intende ripristinare la situazione precedente, a favore del pubblico: vogliamo vedere se quella parte di centrodestra che allora gridò allo scandalo (ma anche quella parte del PD che votò contro) oggi sarà disposta ad approvarla con noi. In particolare siamo interessati all’opinione dell’assessore Viale che, se ben ricordiamo, ha più volte manifestato perplessità proprio sulla legge del 2015»

La proposta di legge di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria prevede che i primari possano svolgere attività libero professionale soltanto nelle strutture del sistema sanitario regionale ligure. Confermato il rapporto esclusivo col servizio pubblico anche per chi ricopre la carica di direttore di dipartimento. Chi invece sceglie la libera professione nelle strutture private non può acquisire, o mantenere, la posizione di direttore di struttura semplice o complessa (gli ex primari). La scelta fra pubblico o privato dovrà avvenire entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

«Oggi la possibilità di esercitare la libera professione al di fuori del servizio sanitario regionale favorisce il privato a scapito dell’offerta pubblica. La nostra proposta va in controtendenza: correggere gli errori commessi in passato, premiando l’attività intramoenia; quindi si consolida il servizio pubblico e si valorizzano le professionalità che operano in esso – dichiara il consigliere regionale Francesco Battistini -. Perché il bene più prezioso nella sanità sono le persone, con il loro bagaglio di esperienze e sapere. Dobbiamo ripartire proprio da questo concetto».

«La legge approvata da Burlando produce un’asimmetria: il privato è favorito, perché può approfittare di competenze e prestigio generati da investimento pubblico. Non c’è una reale competizione. Quello che è certo, invece, è che la sanità pubblica perde pezzi importanti e salta il funzionamento della macchina – concludono Pastorino e Battistini -. Per questo siamo a favore di una “separazione delle carriere”. Anche perché oggi la libera professione dei primari è gestita totalmente in autonomia, senza controlli o parametri. Questo “liberi tutti” sicuramente non è utile a un servizio pubblico di qualità; ciò che veramente sta a cuore ai cittadini».