Tradizioni religiose, tra leggende e storia: da Banyoles ad Albenga sulle tracce di San Martiriano

Tradizioni religiose, tra leggende e storia: da Banyoles ad Albenga sulle tracce di San Martiriano |

Una delegazione di cittadini spagnoli di Banyoles ricevuti sabato a palazzo comunale dall’assessore al turismo Alberto Passino. Una delegazione di “banyolins” inviati dalla loro città per consegnare una missiva del sindaco del comune spagnolo della Catalogna con una particolarità: gli uomini hanno tutti il nome Martiriano come il loro patrono e Vescovo.

Una storia lunga e anche immersa nel mistero che ha radici lontane quella che ha animato il desiderio degli spagnoli di Banyoles e li ha spinti a venire direttamente ad Albenga per approfondire i legami di tipo culturale, artistico e per promuovere interscambi e relazioni di amicizia tra le due città e tradurre  in azioni concrete e progetti comuni. Dallo studio effettuato tra le due popolazioni esistono curiosi parallelismi ed   è emerso che il Santo Patrono Martiriano della città spagnola sarebbe stato Vescovo di Albenga alla fine del quarto e inizio quinto secolo.

Una storia “misteriosa”, considerato che la Chiesa di Albenga nonostante abbia inserito Martiriano tra i Santi non possiede la documentazione che invece è conservata nel Monastero di Santo Stefano a Banyoles e che nel momento in cui sarà formalizzato il gemellaggio saranno mostrate a Chiesa e comune di Albenga. La fede dei banyolins era talmente forte che alla fine del 1800 quasi tutti i cittadini avevano il nome Martiriano.

Uno dei banyolins, in sala consigliare ha raccontato all’ass. Alberto Passino e a Don Giorgio Brancaleone che suo nonno era stato amico di Nino Lamboglia che negli anni 70 ha pubblicato nella Rivista ingauna e Intemelia: Storia di un Vescovo sconosciuto di Albenga: San Martiriano che portò a conoscenza di come San Martiriano visse sull’isola Gallinara con i monaci benedettini. Le sue reliquie trafugate dall’Isola Gallinara sono arrivate nel Monastero di Banyoles dove tuttora sono venerate.

La storia narra che il Vescovo di Albenga Iuncio aveva chiamato il monaco Martiriano perché lui era riuscito a convertire solo 5 albenganesi in cinque anni e Martiriano fece talmente presa sul popolo ingauno con gesta e miracoli, riuscendo dove il vescovo Iuncio aveva fallito. Per Don Giorgio Brancaleone, che ha spiegato che le reliquie saranno oggetto di studi per comprenderne la storia e di come sia potuta arrivare da Albenga fino a Banyoles, la sorpresa di scoprire che tali documenti esistono e sono custoditi nel Monastero di Santo Stefano è stata grande.

Nei racconti l’emozione e la devozione dei credenti catalani certifica quanto sia l’interesse e l’affetto per la città ingauna e questa visita  nella città di Albenga è stata organizzata per conoscerla direttamente e per consolidare e scoprire meglio i vincoli che legano le due città, in attesa che finalmente possa sfociare in un gemellaggio.