L’addio di Rifondazione Comunista ad Adriana Colla

LETTERE&INTERVENTI – (Rifondazione Comunista Savona) –«Addio ad Adriana Colla, la nostra più bella “Vittoria”. Adriana Colla, partigiana, insignita il 6 dicembre scorso della Medaglia della Liberazione, ci ha lasciati oggi, dopo 95 anni di vita: un’esistenza dedicata alla giustizia sociale, alla libertà in tutte le sue più particolari espressioni e, per questo, tutte preziose.

Con suo marito, il professor Carlo Sapetti, aveva deciso nel 1990 di non aderire al PDS. Lei, iscritta dal 1944 al Partito Comunista Italiano, aveva lavorato da subito anche a Borghetto Santo Spirito, dove risiedeva da quarant’anni, per dare vita al “movimento” prima e al Partito, subito dopo, che avrebbe preso il nome di un processo politico complicato ma necessario: Rifondazione Comunista.

La sua tenacia non era mai tradita dalla sua voce flebile, dolce, flemmatica. Adriana ricordava spesso a tutte e tutti noi episodi della lotta di Liberazione, della Resistenza e li legava sempre al presente, alla ricerca di nuove forze giovani che potessero traghettare quei valori nel nuovo millennio.

Lei stessa ha vissuto in questo nuovo millennio per diciassette anni: lo ha fatto assistendo al disfacimento della sinistra in Italia, al decadimento morale e politico del Paese.
E forse, anzi sicuramente, le abbiamo invidiato sovente quella non soffocabile necessità di domandare sempre al suo Partito, a Rifondazione Comunista, come si sarebbe mosso tanto nei momenti elettorali locali quanto in quelli nazionali; tanto nelle consultazioni referendarie quanto nei congressi, nelle dinamiche quindi interne al PRC.

Ancora in occasione del referendum del 4 dicembre scorso, aveva telefonato in federazione per discutere del NO imprescindibile da dire per salvare la Costituzione repubblicana da un assalto antidemocratico di portata storica.
Adriana non lascia un vuoto in noi o nelle nostre esperienze di comuniste e di comunisti, di donne e uomini liberi da ogni vincolo se non quello che non è un vincolo, ma l’unico vero legame che sentiamo con la vita: la lotta per una alternativa di società, per il rovesciamento del capitalismo e la fine di ogni espressione politica dittatoriale che ne deriva.

Per vent’anni il fascismo, diceva spesso Adriana, l’aveva ingannata, facendole credere che a Mussolini si dovesse solo obbedire, senza farsi domande. Non si poteva e non si doveva pensare.
E così, quando il 25 luglio del 1943 crollò il regime, una “strana” atmosfera di libertà le fece balenare nella testa mille dubbi e si sentì turbata. In quel momento capì cosa era stato il fascismo e decise di non nascondersi, di salire in montagna e di battersi da partigiana, da donna, da comunista. Si diede come nome di battaglia quello che rappresentava la giusta e naturale conclusione della Liberazione dal nazifascismo: Vittoria.

A lei, a Carlo, alla sua famiglia va il nostro commosso pensiero, l’abbraccio più caro e sentito. Alla Sezione “Sandro Pertini” dell’ANPI di Borghetto Santo Spirito, di cui Adriana era presidente onorario, vanno le nostre condoglianze sincere.
Rifondazione Comunista non ti perde, Adriana.

Noi ti ricorderemo sempre, soprattutto ai più giovani che devono sapere, ricordare e tramandare quell’antifascismo che è stato alla base del tuo essere una donna libera, una libera comunista».

**La Segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista Savona