PD: “la Lega vuole togliere i contributi alle attività turistiche che ospitano i migranti. Volto razzista della destra ligure”

La Lega Nord ha presentato una proposta di legge per escludere dai contributi regionali pubblici le attività turistiche che ospitano gli immigrati.

«Un’idea folle e profondamente razzista, oltreché palesemente incostituzionale» secondo il Gruppo Pd in Regione Liguria: «Nello specifico, la pdl presentata dalla consigliere del Carroccio Pucciarelli punta a modificare la legge regionale sul turismo del 2008, che tra le altre cose prevede che la Regione destini alcuni fondi alle medie e piccole imprese che si occupano di attività ricettiva. Tali incentivi, però, secondo la Lega Nord dovrebbero andare soltanto a chi ha un ricavato o fatturato che “negli ultimi tre anni derivi integralmente dall’attività turistica” (formula che può danneggiare anche coloro che hanno attività commerciali di vario tipo e non esclusivamente turistiche). Ma l’intento della Lega Nord è piuttosto evidente e lo chiarisce – nel caso ce ne fosse ancora bisogno – la stessa consigliera Pucciarelli che, in una nota stampa sostiene: “le strutture ricettive (hotel, alberghi, bed and breakfast, affittacamere etc…) che ospitano i migranti non si possono considerare attività turistiche. Anzi, il turismo lo danneggiano. Per loro, quindi, mai più un euro di contributi pubblici regionali previsti a sostegno del comparto turistico-alberghiero”. Parole inequivocabili e cariche d’odio, che non tengono neppure conto del fatto che sono direttamente le Prefetture a scegliere queste strutture per ospitare i migranti».

«Ma al di là di questo aspetto è la filosofia della proposta di legge che fa accapponare la pelle, una norma che discrimina due volte: sia chi accoglie, sia chi fugge dalla guerra e dalla fame. Questo è il volto della destra ligure: una classe politica che non si preoccupa neppure più di nascondere dietro codici e cavilli giuridici le proprie pulsioni razziste e discriminatorie nei confronti dei più deboli. La Lega Nord sa benissimo che questa norma non risolverà il problema immigrazione e non servirà a garantire maggiore sicurezza. Ma come nel caso della legge regionale che prevede il pagamento, con soldi pubblici, delle spese processuali per chi eccede nel diritto di legittima difesa, siamo di fronte a una norma-spot, da campagna elettorale. Un provvedimento che sicuramente verrà impugnato dalla Corte costituzionale o dal governo e che quindi serve soltanto a parlare alla pancia dell’elettorato e ad alimentare tensioni e paure», concludono i consiglieri regionali del Pd.