Andora: a Palazzo Tagliaferro, doppio appuntamento con l’arte

Andora. Doppio appuntamento con l’arte, sabato 11 marzo, a Palazzo Tagliaferro.

“Conversazione sul metodo Kiarostami” è l’incontro guidato dal critico cinematografico ed autore televisivo Tatti Sanguineti con la critica d’arte Viana Conti, l’artista Vincenzo Cabiati e Abbas Gharib, autore del Libro “Kiarostami, Perché Cinema”, che si svolgerà alle ore 16.45, a Palazzo Tagliaferro, mentre alle ore 18.30 verrà inaugurata nel Museo Mineraologico, la mostra personale Anna Oberto Mémoire Liquides Pierres et Cristaux – Ecritures à Mesure de Femme a cura di Viana Conti.

“Conversazione sul metodo Kiarostami” è un incontro, particolarmente interessante per gli appassionati di cinema, che annuncia il prolungarsi fino al 30 marzo, della mostra Vis-à-vis Abbas Kiarostami | Vincenzo Cabiati Motori dell’Immaginario Fuochi Narrativi del Fermo-Immagine, a cura di Clelia Belgrado e Viana Conti che ha riscosso un notevole successo di pubblico. Si è tratta di un importante tributo che il Contemporary Culture Center di Palazzo Tagliaferro ha voluto dedicare ad Abbas Kiarostami cineasta e narratore persiano di grande talento.

L’incontro di sabato 11 marzo, sarà un approfondimento sulla sua tecnica, sull’evoluzione del suo lavoro così vicino a quello di alcuni pittori e scrittori, che rifilando eliminano il superfluo. Abbas Kiarostami in genere usa versioni di prova prima di iniziare le riprese vere e proprie dei film che possono essere paragonate agli schizzi di un artista che guarda ad essi come ad un riferimento e ad un aiuto per raggiungere il risultato finale.

Sabato 11 marzo alle ore 18.30, nelle sale del Museo Mineralogico Luciano Dabroi, inaugurazione anche della mostra personale Anna Oberto Mémoire Liquides Pierres et Cristaux – Ecritures à Mesure de Femme a cura di Viana Conti. Anna Oberto, nata ad Ajaccio, artista impegnata nella ricerca verbo-visuale, nella scrittura al femminile, nella performance, nel cinema sperimentale, nella militanza femminista, è una figura internazionale già attiva nel contesto delle avanguardie e tuttora propositiva sull’area dei linguaggi e dei metalinguaggi. La mostra rimarrà aperta fino al 4 giugno, ogni sabato e domenica, alle 15.00 alle 19.00. L’ingresso è libero.

Tra i quarzi dai riflessi iridati, i fantasmagorici giochi di luci e ombre, le dorate sfoglie lenticolari di rose del deserto del Museo Mineralogico Luciano Dabroi, Anna Oberto dissemina fermi-immagine di scritture, segni, tessiture e intrecci di fili rossi che non cessano di irretire lo spettatore nelle seduzioni del loro cerchio magico.

Si inaugura così, uno scenario di Memorie liquide, appartenenti all’arco temporale 1980/1985, di gesti simbolici catturati dalla pelle chimica, permeata di micro particelle di alogenuro d’argento, della foto polaroid, per sua natura irripetibile, qui ripresa nella dimensione filmica di un fotogramma dilatato nel tempo e nello spazio, in cui Anna Oberto è artista, regista di se stessa, soggetto di un autoritratto smaterializzato nella luce, nel colore, nella gestualità di un corpo che si fa scrittura di un Diario Senti/mentale , riflesso speculare dei Frammenti di un discorso amoroso , di ascendenza barthiana, di una Mitobiografia da cui traspare il risalimento a figure sacrali come Anna Perenna (1989), archetipo della Madre e del Nutrimento (radice sanscrita ann = cibo) ninfa, secondo alcuni, delle acque, come Melusina, che la leggenda vuole con la coda di sirena o di serpente, a figure letterarie come Adèle Hugo, oracolari come Cassandra.