Liguria: Modifiche alla legge sulla prevenzione del crimine

Il Consiglio regionale ha approvato unanimità  la Proposta di legge, presentata da Luca Garibaldi (Pd) e sottoscritta dai colleghi del gruppo Sergio Rossetti, Giovanni Barbagallo, Luigi de Vincenzi, Valter Ferrando, Giovanni Lunardon, Juri Michelucci e Raffaella Paita, che modifica alla legge regionale legge regionale 5 marzo 2012, n. 7 “Iniziative regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità”. Il testo introduce iniziative di formazione per diffondere la cultura dell’etica pubblica tra il personale regionale e tra quello degli enti del sistema regionale nei contratti e nella predisposizione delle relative clausole nei bandi e nei capitolati. La proposta di legge, inoltre, introduce l’idea che sia la Regione a proporre accordi e convenzioni con le autorità statali operanti sul territorio regionale nel settore della tutela o dell’ambiente.

Il provvedimento nella versione dei proponenti prevedeva che gli oneri a carico dell’amministrazione sarebbero stati 650 mila euro: in aula l’articolo è stato respinto. Garibaldi ha annunciato che in sede di assestamento di Bilancio ripresenterà la richiesta di finanziamento.

A margine del consiglio, non sono mancate le polemiche. «Il tema della legalità continua a non essere una priorità per la destra», hanno dichiarato i consiglieri del gruppo Pd: «La nostra legge sulla lotta all’illegalità è stata svuotata: hanno raccolto solo alcune proposte, ma quando si è trattato di stanziare nuove risorse – come quelle necessarie a ristrutturare i beni confiscati alla mafia – si sono opposti. Al centro del contendere infatti c’è il finanziamento, chiesto dal Pd, per la legge in questione: uno strumento fondamentale per renderla attuale e realmente applicabile. Ma il centrodestra non ha voluto stanziare neppure una cifra simbolica da 350 mila euro, anche se poi ha contratto un mutuo da 24 milioni per comprarsi la sede di piazza De Ferrari. Come si fa a dire che non ci sono i soldi nel bilancio? Questa maggioranza preferisce perdersi in tante chiacchiere – Fratelli d’Italia si è persino schierato contro il codice di autoregolamentazione dei gruppi consiliari – e quando le si chiede di copiare la tanto amata Lombardia, che in materia di contrasto all’illegalità ha partorito una legge bipartisan molto importante, si tira indietro. Hanno recepito solo il minimo indispensabile (le iniziative con la commissione nazionale antimafia e con la nuova autorità per beni confiscati e il rafforzamento delle iniziative rivolte al mondo economico e ai settori dell’ambiente e della sanità) e bocciato soluzioni innovative, come il piano integrato delle azioni regionali. Non si può combattere la criminalità organizzata a costo zero. Ma non è la prima volta purtroppo che il centrodestra pretende di legiferare senza soldi (come dimostrano le norme sul piccolo commercio e sulla raccolta differenziata). Noi comunque non demordiamo e ricominceremo a chiedere un finanziamento per questa legge nella prima seduta di assestamento di bilancio».

IL DIBATTITO IN AULA

Nel dibattito sono intervenuti: Luca Garibaldi (Pd), che ha illustrato la proposta di legge, le sue finalità e le motivazioni che hanno spinto il gruppo a presentarla «per rendere più concrete e sistematiche – ha detto – le azioni di contrasto alla criminalità»; Sergio Rossetti ha difeso la proposta di legge, ricordando che una iniziativa analoga è stata assunta dalla Regione Lombardia, e ha aggiunto: «Occorre dare segnali, essere determinati e dare una risposta concreta per contrastare l’illegalità e l’usura, battaglia che non è adeguatamente sostenuta finanziariamente»; Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha ribadito la necessità di finanziare adeguatamente la legge e ha invitato la giunta a sostenere economicamente la proposta di legge «altrimenti ciò significa – ha ribadito – che questo tipo di progetto non interessa»; Giovanni Lunardon (Pd) ha detto, fra l’altro, che «su un tema come questo non devono esserci divisioni», ha ricordato che il fenomeno mafioso è presente in Liguria fin dagli anni Sessanta e, dunque, «occorre un salto di qualità e atti formali» adeguatamente finanziati per contrastarla; Angelo Vaccarezza (FI) ha rilevato che in commissione c’è stato un ampio dibattito sulla proposta di legge e ha sottolineato che la proposta modifica una norma che risale al 2012, cioè alla precedente amministrazione di centro sinistra, «che annunciava senza fare, talmente rilevante che da un punto di vista economico non è stata finanziata. Era una legge inefficace e da rifare sia nei presupposti che nel suo corpo» e ha confermato l’impegno dell’attuale giunta di centro destra per affrontare il tema oggetto della proposta esaminata oggi; Raffaella Paita (Pd) ha replicato spiegando che la legge del 2012 fu sostenuta economicamente, nonostante le difficoltà finanziarie della Regione – ha detto – derivate dalla precedente giunta di centro destra. Paita, inoltre, ha criticato le risorse investite dalla giunta attuale per acquistare la sede di piazza de Ferrari, risorse che – ha detto – possono essere utilizzate anche per finanziare la proposta di legge del Pd; Fabio Tosi (Movimento 5 Stelle) ha ribadito che non stanziare fondi per finanziare determinate iniziative equivale a trovarsi di fronte ad  «una Ferrari senza la benzina» e ha chiesto all’assessore di chiarire cosa si intende fare per il futuro; Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria- Salvini) ha difeso la scelta di acquistare la sede di piazza De Ferrari, perché finanziariamente più conveniente piuttosto che continuare a pagare un affitto come – ha detto – per dieci anni ha fatto la giunta di centro sinistra; Alice Salvatore (Mov.5Stelle) ha criticato l’operazione immobiliare di acquisto della sede della Regione a de Ferrari.

Secondo l’assessore alla sicurezza sociale Sonia Viale, la legge vigente di fatto contiene già i principi contenuti nel nuovo testo di modifica, peraltro elaborato, a suo avviso, secondo «una tecnica legislativa un po’ discutibile». Secondo l’assessore ci sono, però, due novità condivisibili introdotte dal nuovo testo: il rapporto con l’Agenzia nazionale dei beni confiscati  e quello con la Commissione parlamentare antimafia. L’assessore ha, tra l’altro, sottolineato l’importanza del Tavolo della legalità, già previsto dalla legge vigente, al quale l’assessore ha provveduto a dare corpo ed ha ribadito che la corretta applicazione di quanto già fissato dalla legge vigente porterà a buoni risultati. Viale, inoltre, ha ribadito che, per quanto riguarda questo delicato settore,  la giunta affronta precisi impegni economici finalizzati a sostenere una serie di strumenti fra cui l’Osservatorio e la convenzione con l’università. Viale, annunciando il voto contrario agli articoli relativi agli impegni di spesa, ha sottolineato che, peraltro, la legge vigente non stabilisce un preciso impegno di spesa ma rinvia alle disponibilità di bilancio.

Il presidente della giunta Giovanni Toti ha replicato, in merito alla polemica relativa all’acquisto della sede di Piazza De Ferrari, evidenziando che l’operazione consentirà di avere la proprietà dell’immobile, anziché continuare a pagare nel tempo un rilevante affitto. E questo si tradurrà in un risparmio.