Liguria, discussione su Legge di stabilità (2)

È proseguita oggi nel Consiglio regionale la discussione generale su Legge di Stabilità 2017, Collegato alla Legge di stabilità e bilancio 2017-2019, aperta ieri dalla relazione del presidente della giunta con delega al bilancio Giovanni Toti.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) nella sua lunga relazione di minoranza ha posto, prima di tutto, una questione di metodo: «Il presidente Toti ha proposto un “pacchetto” di provvedimenti ponendo al Consiglio regionale tempi assai ristretti per il loro esame, manifestando il consueto disprezzo verso l’Assemblea legislativa, costretta ad esaminarli e ad emendarli in pochi giorni». Secondo il consigliere, inoltre, il Collegato alla legge di stabilità contiene disposizioni disomogenee di cui pochissime sarebbero inerenti ad interventi di sviluppo dell’economia ligure. In realtà, secondo Salvatore, il disegno di legge introduce «alcune norme ad personam di dubbia legittimità che il presidente Toti cerca di inserire confondendole con altre di semplice manutenzione normativa» e ha ipotizzato che alcune nomine in particolare, fra cui quella del segretario generale, rischiano di essere illegittime.

Salvatore ha denunciato che l’amministrazione in questo ultimo anno di mandato non ha migliorato il livello dei servizi della sanità come nello smaltimento dei rifiuti. Il consigliere ha annunciato, dunque, il voto negativo sul Collegato alla Legge di Stabilità anche perché, fra gli altri punti critici, non tutelerebbe i parchi dalla presenza di insediamenti produttivi e prevederebbe una riduzione dei controlli nelle gare di appalto. «Anche la voce “Razionalizzazione delle partecipazioni societarie della Regione” in realtà – ha aggiunto – contiene misure che prefigurano la dismissione di importanti partecipazioni societarie della Regione, con potenziale grave pregiudizio dei livelli occupazionali esistenti». Secondo Salvatore, dunque, la Legge di Stabilità «è carente nei contenuti, è stata redatta con una tecnica legislativa poco trasparente e contiene solo poche disposizioni effettivamente rilevanti, quasi tutte dannose per l’interesse dei lavoratori, dell’ambiente, del paesaggio, dei servizi alla persona e di quelli alle imprese, della collettività nel suo insieme, ma utile per l’interesse di pochi beneficiari di norme ad personam».

Il consigliere, fra l’altro, ha criticato il fatto che nella manovra finanziaria complessiva non siano state dimezzate le spese legate allo staff del presidente e degli assessori e ridotte del 30% le spese per le missioni: «La giunta avrebbe potuto realizzare un risparmio annuo di alcune centinaia di migliaia di euro, un risparmio che non possiamo quantificare in quanto non ci è dato di conoscere l’attuale stato delle collaborazioni coordinate e continuative della Presidenza e degli Assessorati».

Il consigliere, entrando nel merito dei provvedimenti, ha espresso perplessità sull’indebitamento di 20 milioni di euro destinati a finanziare il Fondo strategico che dovrà essere sostenuto con risorse discrezionali e – ha detto – andrà a comprimere ulteriormente l’ammontare complessivo delle stesse risorse, il cui andamento presenta una curva in costante diminuzione. Il consigliere e ha annunciato la presentazione di un emendamento per costituire il Fondo regionale per le imprese (FRI), che dovrebbe essere alimentato dalle risorse derivanti dalla rinuncia volontaria al 50 per cento dell’indennità di carica. Forti critiche sono state espresse da Salvatore anche sugli interventi in materia sanitaria: «La Regione avrebbe dovuto prima fare un Piano di efficientamento della spesa sanitaria e solo dopo, valutata e dimostrata la necessità di un’agenzia per gestirlo, costituire un soggetto snello ed efficiente, senza aumentare le poltrone. Invece è stato seguito – ha detto – il percorso inverso: dotarsi prima di un “braccio armato”, A.Li.Sa., e poi (forse) fare un piano che, ovviamente sarà gestito da A.Li.Sa. Con la sola finalità di destrutturare la sanità pubblica e “svenderla” a quella privata, con la diminuzione del livello dei servizi sanitari e, magari, mettendo pure a rischio posti di lavoro».

Secondo il consigliere, inoltre, i 135 milioni di euro di perdite su cui la giunta ha inserito nella manovra il piano di rientro non sono riferite al 2015 ma al 2016, quindi all’attuale amministrazione e sarà impossibile rientrare dal disavanzo perché l’andamento della spesa sanitaria per il 2016 risulterà, a chiusura dei conti (nel luglio 2017), peggiore rispetto al 2015, nonostante i “fondi freschi” concessi dal Governo, utilizzati per ripianare il disavanzo sanitario. Sul trasporto pubblico Salvatore ha aggiunto: «Temiamo che il presidente, non intenda occuparsi realmente dei problemi del trasporto pubblico locale in Liguria, ma voglia scaricarli sulle Amministrazioni locali, ben conscio delle loro grandi difficoltà  e della loro impossibilità a sostenere economicamente le aziende pubbliche del trasporto per partecipare alle gare, con la conseguenza di aprire ai privati svendendo le loro quote di partecipazione».

Secondo il consigliere, inoltre, Toti non avrebbe mantenuto le promesse elettorali relativamente alla lotta all’emergenza rifiuti, l’eliminazione degli sprechi nella sanità, la scelta dei vertici delle ASL mediante una società di “cacciatori di teste”. Infine il consigliere ha annunciato il voto negativo sui tutti i tre provvedimenti di natura finanziaria e di bilanci : «In queste leggi finanziare e nella legge di stabilità – ha spiegato – non c’è nessuna pianificazione per risolvere le emergenze della nostra regione», in perfetta continuità – ha detto – con la precedente giunta Burlando.

Luca Garibaldi (Pd) ha definito i provvedimenti una «manovra di galleggiamento dove mancano scelte strategiche». Secondo il consigliere la giunta ha proceduto «in modo frammentario con leggi omnibus mentre servono risposte di sistema». Garibaldi ha aggiunto: «Siamo di fronte al primo bilancio di questa giunta su cui possiamo dare un vero giudizio politico perché ne vediamo ora, al di là della propaganda, i risultati». E le prime critiche riguardano il comparto sanitario e il fatto che il piano di rientro dal disavanzo è stato inserito nel Collegato alla Legge di Stabilità e non è stato definito nei particolari: «La giunta dovrà dirci a cosa sta lavorando e assumersi le proprie responsabilità di fronte al Consiglio». Il consigliere, inoltre, ha espresso perplessità sul Patto sul turismo di cui ha chiesto di conoscere meglio i contorni: «Questo aspetto è stato gestito con una sorta di dirigismo» e ha annunciato la presentazione di un emendamento che rafforzi il confronto con i Comuni all’interno del Patto. Secondo Garibaldi, infine, molte delle iniziative contenute nei provvedimenti avrebbero solo una funzione di immagine, senza contenuti: «In questa Regione – ha concluso – si è parlato di molte cose tranne che di povertà» e ha proposto la creazione di interventi a sostegno delle fasce deboli.

Giovanni Lunardon (Pd)  ha spiegato che il Consiglio si aspettava dalla manovra un percorso per la Liguria, che desse concretezza e sviluppo alla regione, ma che questo non è avvenuto. Il consigliere ha ribadito che non è stato affrontato il tema dell’efficienza energetica e dello sviluppo sostenibile, sottolineando che non sono stati attivati bandi relativi  a questi settori, capaci di muovere investimenti privati.  Anche per quanto riguarda la difesa del suolo – ha evidenziato il consigliere – molto è stato fatto dal governo che ha messo in campo investimenti, ma non ci sarebbe stato «uno scatto in avanti» da parte della Regione. Alla giunta Lunardon ha rimproverato anche di non affrontare il tema della povertà.

Per l’edilizia residenziale ha aggiunto: «Si fa il minimo, dispensando delle mancette alle diverse Arte». Per quanto riguarda la manovra di rientro sulla sanità, il consigliere ha detto che la giunta chiede al Consiglio «una delega in bianco», visto che sarà quest’ultima  con una delibera ad indicare nel dettaglio dove si andrà ad agire. Il consigliere si è, quindi, soffermato sul fondo strategico, esprimendo dubbi «sul modo in cui è congeniato»: a suo avviso  «c’è opacità su come funzionerà». E ha paventato: «Si tratta di uno strumento che rischia di indebitare la Regione». Rivolgendosi alla maggioranza , il consigliere ha, infine, ribadito: «Voi state facendo correre un grande rischio di indebitamento a questa Regione e alle future generazioni liguri, “regalando” un debito, su sanità, mutui e fondo strategico».

Giovanni Barbagallo (Pd) ha invocato azioni per la cura del bosco ed il recupero di terreni a favore dell’agricoltura, ricordando che si tratta dell’arma più efficace per salvaguardare il territorio ed evitare il rischio alluvione. Ha quindi lamentato il fatto che la giunta non agisce in questo senso e che non  da attuazione e respiro ai provvedimenti che vanno verso questa direzione, approvati dalla passata giunta. «La gestione del bosco ed il recupero del terreno da dedicare all’agricoltura sono una strada da percorrere per prevenire i danni»  ha chiarito il consigliere evidenziando la necessità di elaborare una precisa strategia. «Non si attua il governo del territorio senza risorse dedicate e strategie condivise» ha ribadito sottolineando che, in caso contrario, si rischia di lavorare soltanto sull’emergenza e ha concluso: «Ci auguriamo ci sia un’inversione di rotta».

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha espresso timori sulla progressiva privatizzazione delle aziende di trasporto pubblico: secondo il consigliere occorre un servizio pubblico e non frammentato. De Ferrari ha dichiarato che nessuna delle promesse elettorali fatte dalla giunta, eccetto il «costosissimo» Terzo Valico, sono state rispettate nella manovra. Critiche sono state espresse per le risorse investite nella difesa del suolo, che sarebbero troppo basse, così come sulle riduzioni dei finanziamenti per i parchi compensate solo dall’ anticipo per garantirne il funzionamento. De Ferrari, infine, ha fortemente criticato l’istituzione di Alisa.