Anniversari: la fortezza del Priamàr di Savona espugnata dall’esercito sabaudo

Savona. Accadde 270 anni fa: 18 dicembre 1746, la fortezza del Priamàr di Savona – allora avamposto difensivo genovese – si arrese all’esercito sabaudo.

Il 18 dicembre 1746, dopo diciassette giorni di un cannoneggiamento incessante, le truppe piemontesi riuscivano ad aprire una breccia nel fronte nord orientale della fortezza, fra il baluardo di San Carlo e il torrione dell’Angelo: la guarnigione genovese, forte di mille uomini, era costretta ad arrendersi. Era la prima volta che l’imponente fortezza soccombeva di fronte a un nemico, stretta com’era, da terra, dall’esercito sabaudo e, dal mare, dalla flotta inglese, che aveva fatto cadere sulla fortezza e sulla città un centinaio di bombe.

Determinante era stata la collocazione di una potente batteria di cannoni nei pressi dell’attuale chiesetta di S. Raffaele, dopo che (nella notte del 1° dicembre 1746) le truppe sabaude avevano attraversato la bocca della darsena tramite un ponte allestito su barche (nel punto dove oggi si trova il nuovo ponte pedonale).

In occasione del 270° anniversario dell’avvenimento, questo lunedì (19 dicembre) alle ore 17, nella sala conferenze del “Civico Museo Archeologico” (ascensore, primo piano), si terrà la conferenza “18 dicembre 1746: la fortezza genovese si arrende all’esercito sabaudo” (a cura di Rinaldo Massucco).

L’ iniziativa è promossa nell’ambito delle attività programmate dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri-Sezione Sabazia, a seguito della riapertura temporanea del “Civico Museo Archeologico” del Priamàr.

*Nell’immagine:  la riproduzione della cartografia settecentesca della fortezza, dove è ben evidente lo squarcio della breccia che determinò la resa della guarnigione genovese ai Savoia.