Bando alle buste di plastica: Genova tra le città virtuose, ma serve un’adeguata azione da parte del Governo

Bando alle buste di plastica: Genova tra le città virtuose, ma serve un’adeguata azione da parte del Governo. Buste di plastica: in un campionamento di buste della spesa in 31 punti vendita svolto tra agosto e ottobre a Genova, solamente in un caso si è riscontrata un’incongruenza. Tutti i sacchetti raccolti (eccetto uno) sono risultati compostabili, con la dicitura EN 13432, e corredati dei marchi che ne garantiscono la biodegradabilità.

La ricerca ha valutato per ciascuno dei nove Municipi della città di Genova la presenza e l’utilizzo degli shopper biodegradabili e compostabili a norma di legge, in diversificate tipologie di punti vendita (grande e media distribuzione, negozi più piccoli). Si può dire, quindi, che a distanza da quasi 2 anni dall’entrata in vigore delle sanzioni previste per chi non si è messo in regola e trasgredisce la norma, la maggioranza dei negozianti si siano attivati per rispettare la legge.

«Genova è città virtuosa, ma non basta: senza un’adeguata azione da parte del Governo diventa molto difficile raggiungere ulteriori obiettivi. Secondo la nostra ricerca – afferma Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – Genova risulta città virtuosa nella lotta ai sacchetti di plastica, un contributo importante a una tendenza che ha consentito negli ultimi cinque anni in Italia una riduzione nell’utilizzo dei sacchetti di plastica del 55% (da 200mila a 90mila tonnellate/anno) e una diminuzione in termini di CO2 di circa 900 mila tonnellate. Contributo virtuoso considerato anche che gran parte dell’inquinamento dei nostri mari deriva dalla presenza di plastiche nocive per l’ambiente».

Questo è il motivo della richiesta di Legambiente, lanciata alla Conferenza sul clima di Marrakech, di estendere la messa al bando delle buste di plastica con spessore inferiore ai 100 micron già in vigore in Italia, Francia e Marocco a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Un impegno fatto proprio dal riconfermato Ministro dell’Ambiente Galletti, che in un recente convegno ad Assobioplastiche ha annunciato l’impegno dell’Italia per il divieto globale dei sacchetti di plastica, da proporre in occasione del G7 Ambiente dei prossimi 10 – 12 giugno a Bologna.

«A distanza di 4 anni dalla legge, ancora troppi sacchetti di plastica tradizionale continuano a circolare, non tanto nella grande distribuzione organizzata quanto negli esercizi commerciali al dettaglio o nei mercati rionali» chiarisce Rossella Muroni, presidente di Legambiente nazionale. «La legge c’è e anche la norma sulle sanzioni, ma risulta determinante l’attività di controllo svolta dalle forze dell’ordine per fermare la diffusione di prodotti illegali che inquinano non solo l’ambiente ma anche l’economia».

Del resto dietro a una busta della spesa ci può essere un’attività illecita. Metà dei sacchetti in circolazione in Italia sono illegali, il valore perso dalla filiera legale è di circa 160 milioni di euro, a cui si devono aggiungere 30 milioni di euro di evasione fiscale e 50 milioni di euro per lo smaltimento delle buste fuori legge, come sottolineato nella campagna “Un sacco giusto” di Legambiente.