Su La Testa 2016, terza serata

 

di Alfredo SgarlatoAlbenga. La terza serata del Festival Su la testa ha il consueto prologo a Palazzo Scotto Niccolari con Mauro Vero che presenta il nuovo disco “Earth”, lo scrittore Pupi Bracali col nuovo romanzo “La seconda vita”, quindi un dibattito sullo stato della musica, col manager Tiziana Sconocchia Balestri, e la partecipazione dei musicisti Davide Geddo, Alberto Bertoli e Sergio Pennavaria che alternano parole e canzoni.

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Ad aprire la serata una colonna della scena musicale locale, Mauro Pinzone, che presenta il suo secondo disco “Foto sintesi”, accompagnato da tre fuoriclasse dello strumento, Claudio Bellato alla chitarra, Giovanni Amelotti a fiati e tastiere e Federico Fugassa al contrabbasso. Racconta Mauro che le sue canzoni non vogliono essere storie ma fissare immagini, un ragazzo che corre dietro all’autobus, una notte di agosto che ci ricorda qualcuno, o i segreti che non sappiamo decifrare. Preziosissimo il contributo del raffinato Amelotti e del geniale Bellato, due musicisti di grande gusto e inventiva.

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Sale sul palco a sorpresa Alberto Bertoli con una toccante canzone dedicata all’indimenticabile padre Pierangelo, quindi tocca a Elisa Rossi presentare il suo fresco di uscita “Eco”. La sua proposta è piuttosto inusuale per il panorama italiano, le atmosfere fumose create dai sintetizzatori e da chitarre trattate con effetti sono più tipiche di gruppi che provengono da Bristol o Glasgow che dalle nostre lande. Personalmente non vado matto per le voci acute, ma ho apprezzato in Elisa la capacità di affrancarsi dagli schemi in cui sono troppo spesso inquadrate le musiciste di quest’ epoca.

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Terzo set della serata sono i romani Tetes de Bois, un gruppo attivo ormai dal 1992. Beniamini della critica, vincitori di tre targhe Tenco, personalmente non ho mai condiviso questo entusiasmo nei loro confronti. Non discuto siano bravi musicisti, i testi sono profondi, sanno stare sul palco, ne apprezzo gli ideali, eppure nemmeno ieri sera mi hanno conquistato a fondo, trovo che in loro i testi siano troppo più importanti della musica. Ma il mio giudizio è in minoranza, anche ai Tetes de Bois il pubblico che ha nuovamente riempito il Teatro Ambra ha riservato calorosi applausi.

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Gran finale con gli aostani L’Orage. Gruppo rivelazione in una passata edizione, tornano come attesi protagonisti. L’attesa è ripagata, i sei scatenati musicisti, guidati dal cantante Alberto Visconti e dai fratelli polistrumentisti Vincent e Remi Boniface entusiasmano con la loro miscela di folk, rock, ritmi in levare e lunghe divagazioni strumentali. Nel loro “rock delle montagne”, così si definiscono, ma troviamo anche echi di valli occitane, di mar Mediterraneo, di saghe celtiche, si apprezza la perizia dei fratelli Boniface che passano con disinvoltura dall’organetto alla ghironda ai fiati, ma anche del chitarrista Memo Crestani e dei due instancabili ritmi Florian e Luca. Inoltre sanno creare una vera atmosfera di festa, da cui è impossibile non essere contagiati. E continuano al dopo festival, dove si lanciano in una divertente jam session con pezzi loro e classici della canzone.

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Un’ottima edizione di Su La Testa, questa undicesima o prima delle prossime dieci, per cui ringraziamo i ragazzi dell’Associazione Zoo che hanno ideato e organizzato il tutto, l’impeccabile fonico Alessandro Mazzitelli, lo Zonta club Albenga-Alassio che ha collaborato con l’iniziativa “He for she”, e tutto il caldissimo pubblico presente.

*Foto di Su La Testa team