Liguria, politiche attive per l’utilizzo di fonti rinnovabili

Durante i lavori del Consiglio regionale è stato approvato oggi all’unanimità un ordine del giorno, che ha come primo firmatario Andrea Melis (Mov5Stelle), e sottoscritto dall’intero gruppo, con il quale si impegna la giunta  ad attivarsi affinché sia promosso  un sistema di politiche  attive per  l’utilizzo di fonti  rinnovabili  per la copertura dei consumi energetici  tramite contributi e agevolazioni negli edifici di nuova progettazione, in quelli oggetto di  progettazione, demolizione e ricostruzione o di ristrutturazione  integrale degli elementi  edilizi che costituiscono l’involucro dell’edificio stesso  ed in determinati casi di ampliamento volumetrico.

Sull’ordine del giorno si è espressa favorevolmente la giunta con l’assessore all’energia,  Edoardo Rixi, il quale ha, però, puntualizzato che i nuovi programmi di carattere europeo tendono soprattutto a ridurre i consumi.  
 

Nuove norme in materia di energia

Con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 11 astenuti (minoranza) è stato approvato anche il Disegno di legge n. 113 “Modifiche alla legge regionale 29 maggio 2007, n. 22 (Norme in materia di energia) e al relativo regolamento di attuazione.”
Con il disegno di legge si intende, principalmente, adeguare la normativa regionale in materia di rendimento energetico nell’edilizia, contenuta nella legge regionale 29 maggio 2007, n.22  alle innovazioni introdotte dal decreto-legge 4 giugno 2013.

Con l’entrata in vigore del disegno di legge verranno dunque abrogate le disposizioni regionali non  allineate con la normativa nazionale, con la conseguenza di poter direttamente applicare quest’ultima.

In particolare, vengono superate le problematiche derivanti dall’esistenza di normative confliggenti:  nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti il decreto legge nazionale 28 del 2011 prevede il ricorso all’utilizzo di percentuali ben definite di fonti rinnovabili di energia. In precedenza tali percentuali non risultavano esattamente definite. Viene, inoltre,  consentita un’applicazione diretta delle disposizioni in materia di attestazione energetica degli edifici per gli enti pubblici, contemplate dalla normativa nazionale.

La metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, i requisiti minimi di prestazione energetica e i criteri e le modalità per la redazione e il rilascio dell’attestato saranno disciplinati dalla normativa nazionale, che potrà essere direttamente applicata. Inoltre gli accertamenti e le ispezioni disposti dai Comuni saranno volti a verificare la conformità delle opere con le prescrizioni e con i requisiti minimi stabiliti dalla vigente normativa nazionale. Alcune delle modifiche introdotte consentono, inoltre,  di eliminare possibili dubbi di legittimità costituzionale. Viene introdotta una norma finanziaria che istituisce un capitolo di bilancio su cui introitare il contributo che spetta alla Regione su ogni rapporto di controllo di efficienza energetica.
Approvati alcuni emendamenti della giunta di natura tecnica.

GLI INTERVENTI IN AULA

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha obbiettato che il provvedimento, adeguando il testo alle normative nazionali, non può essere inserito fra gli atti del programma di governo regionale e ha chiesto, polemicamente, di quale programma di governi si tratta: se regionale o nazionale. Secondo Melis manca ancora uno strumento di programmazione regionale su questo temi: «Il quadro complessivo dimostra che l’Italia e la Liguria fanno fatica a dotarsi di una reale programmazione. Occorrerebbe, invece, fare scelte anche coraggiose che possano lasciare un segno di reale cambiamento nella politica energetica». Il consigliere  ha ribadito la necessità, «al di là di questo disegno di legge, di politiche energetiche da parte di questa giunta, che finora non ci sono».

Luca Garibaldi (Pd) ha preannunciato l’astensione del suo gruppo. Ha chiarito che pur condividendo la necessità di adeguare  la normativa regionale a quella nazionale, superando così una contrapposizione, ritiene necessario che si faccia una riflessione più profonda su quanto l’amministrazione regionale vuole fare in materia energetica ed in particolare per quale ragione non sia ancora stato varato il piano energetico regionale. A tal proposito Garibaldi ha sottolineato che in materia tutto è fermo da un anno e mezzo e che, quindi, a suo avviso manca una politica regionale nel settore.

L’assessore all’energia Edoardo Rixi ha replicato  annunciando che entro la fine dell’anno o, al massimo, nei primi mesi del 2017 verrà presentato il Piano energetico regionale. Rixi ha poi ribattuto alle critiche dei consiglieri di minoranza spiegando che il provvedimento «va incontro all’esigenza di darsi una solida base amministrativa e giuridica» poiché la precedente amministrazione regionale non aveva individuato «politiche energetiche  efficienti». «Questa legge – ha aggiunto –  va a creare coerenza fra la normativa regionale e quella nazionale» sottolineando che il Governo in oltre un anno non è intervenuto, dimostrando che «non è in grado di legiferare in materia tenendo, così, bloccate le Regioni».

L’assessore ha spiegato che era ormai indispensabile approvare queste modifiche in quanto, se verranno approvate le riforme costituzionali oggetto dell’imminente referendum, diventerebbe impossibile emanare normative a livello regionale, perché – ha aggiunto – «ci sarebbero norme incoerenti fino a quando il Governo non recupera il ritardo, con il rischio di tenere fermi tutti i bandi. Per questo noi oggi dobbiamo dotarci di strumenti che scongiurino il rischio dell’impantanamento».

L’assessore ha, infine, criticato la precedente amministrazione di centro sinistra: «La giunta attuale ha cercato di dipanare la matassa lavorando per un anno e mezzo sulle prescrizioni, perché in passato sono stati fatti tanti programmi ma non si è cercato di indicare un metodo che avesse una logica e, in questo senso, il Governo, che avrebbe dovuto razionalizzare la disciplina e non lo ha fatto, sicuramente non ha aiutato».