Albenga Corsara incontra i protagonisti di Su La Testa- 3

di Alfredo Sgarlato – Terzo incontro di Albenga Corsara con in protagonisti di Su La Testa: oggi abbiamo un profeta in patria, Mauro Pinzone, che corona una lunga serie di concerti nei locali della Riviera pubblicando il nuovo disco “Foto-Sintesi”, in cui è accompagnato da un’autentica all star band.

Il Nobel a Bob Dylan continua a stimolare il dibattito… secondo voi la canzone d’autore è poesia, è un genere letterario a sé, è qualcosa di totalmente altro dalla letteratura, è tutte queste cose insieme?

Non ho volutamente né seguito e né partecipato al dibattito sul Nobel a Dylan. Voglio solo dire che Dylan per me è come uno di quegli amici fraterni con i quali hai trascorso un periodo importante della tua vita e che non senti e/o non vedi da anni, ma sai perfettamente che ci sono; per questa ragione non possiedo neanche un disco suo, nonostante abbia ascoltato praticamente tutto, ma solo dei libri con i testi delle sue canzoni, che rileggo a volte quando ho bisogno di sentirmi vivo.

Per quanto riguarda la domanda… beh, “canzone d’autore” lo trovo un termine troppo generico per un verso e troppo riduttivo per un altro, vuol dire tutto di tutto e poco di niente: una storia, delle immagini, delle emozioni accompagnate dalla musica non sono né letteratura né poesia, piuttosto un universo a parte, neanche troppo parallelo… rappresentano qualcosa di diverso, ma ugualmente importante.

Ma i premi, aggiungono veramente qualcosa alla carriera di un artista?

Ci sono sicuramente premi prestigiosi che fa piacere avere nel proprio carnet.. e premi totalmente inutili (e spesso troppo “pilotati”). In ogni caso li trovo troppo autocelebrativi, finalizzati esclusivamente ad accrescere il proprio ego. Ritengo che il premio migliore sia sempre quello che ti regala il pubblico nell’ascoltarti.

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L’esplosione delle piattaforme online è un vantaggio o un problema in più in un mercato sempre più asfittico?

È sicuramente un vantaggio, perché spesso elimina molti intermediari e raggiunge un numero maggiore di persone, anche se, considerata la vastità di proposte, la trovo molto dispersiva. Sicuramente dobbiamo adeguarci a questo nuovo tipo di mercato.

Il pubblico della provincia è diverso rispetto a quello della metropoli, più partecipe o più distratto?

In provincia si è più distratti, ma anche più curiosi e “caldi”… in città meno distratti ma più critici e un po’ più “freddi”. Ad ogni buon conto, ovunque tu sia, sei tu ad avere l’onere e l’onore di rendere il pubblico più partecipe e meno distratto.

In Italia c’è una grande tradizione di canzone melodica, eppure senza gli chansonnier francesi, i folksinger americani, il rock, parleremmo di musiche ben diverse. Quanto hanno contato per voi influenze straniere?

Non capisco: di che musica parleremmo se non ci fossero stati gli chansonnier, i folk singer e il rock ? L’italia è un paese con una cultura musicale tradizionale importantissima, e, fortunatamente, molti giovani la stanno riscoprendo, sia nel suonarla e contaminarla, sia nell’ascoltarla. Basta vedere il moltiplicarsi di folk festival in questi ultimi anni. Che poi abbia più visibilità la canzone melodica, questo è il vero problema. Influenze straniere? Certo, hanno contato, per orientarmi su un certo gusto musicale, ma scrivo testi in italiano, e i miei riferimenti sono sempre stati autori italiani.

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2016 anno funesto… di chi sentiremo maggiormente la mancanza, non solo tra i musicisti?

Mah… di tutti, sicuramente ci mancheranno tutti. Penso però anche a quegli amici musicisti, sicuramente meno famosi, che ci hanno lasciato prematuramente e dei quali sentiremo la loro mancanza, d’altronde i grandi si sono assicurati l’immortalità con le loro opere. Mi viene però spontanea una riflessione, pensando che molti di questi illustri scomparsi avevano mediamente superato la soglia dei 70 anni… ci sarà qualcuno degno di sostituirli?

*Foto di Nadia Ferrando e Giovanna Cirotto

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